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Aumento del Rischio Ictus ischemico o di trombosi venosa cerebrale con contraccettivi orali

 ''Sebbene il rischio tromboembolismo nelle giovani donne che assumono qualsiasi tipo di contraccettivo orale sia molto remoto, e' pur vero che non e' nullo''. Lo sottolinea il neurologo aostano Giuseppe D'Alessandro, fondatore di A.L.I.Ce., associazione per la lotta all'ictus cerebrale, e attualmente  presidente della sezione Cefalee della stessa,  commentando  il caso di una giovane donna francese  colpita da ''ictus cerebrale devastante'' tre mesi dopo aver iniziato ad assumere un contraccettivo orale di terza generazione.
Il rischio  ''e' piu' che teorico'' se si considera che  l'incidenza annuale di infarto o trombosi venosa cerebrale  è di circa  3-4 casi per 100.000 abitanti''.
A destare scalpore, nella vicenda d'Oltralpe, e' stato il rifiuto dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco, di modificare come richiesto dal ministero francese della sanita' il profilo di sicurezza del farmaco.
A rischiare di piu' e' chi fuma e chi soffre di una particolare cefalea, l'emicrania con aura. ''Il rischio aumenta fino a 14 volte rispetto a persone sane - specifica il neurologo - se sono anche presenti obesita', ipertensione arteriosa e pervieta' del forame ovale. Quest'ultimo e' un piccolo difetto congenito del cuore, spesso associato all'emicrania con aura, che non da' problemi particolari per tutta la vita se non di favorire in pochi casi l'insorgenza di un ictus cerebrale ischemico o infarto cerebrale''.
Lo screening del sangue ''non e' sufficiente'' per valutare ''una predisposizione alla trombosi'' in quanto ''non tutti i fattori della coagulazione possono essere studiati con tale indagine'' , sottolinea Giuseppe D'Alessandro. ''Tuttavia le ragazze che rientrano nella categoria di persone elencate o qualora sia presente nella famiglia una storia di trombosi in eta' giovanile - conclude l'esperto - devono sapere che sono a rischio di trombosi e devono valutare attentamente se assumere qualsiasi tipo di contraccettivo orale''.