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Cassano. Che cos'è l'Ictus Ischemico.

Gli eventi delle ultime ore, inevitabilmente mi portano a fare delle considerazioni sull'argomento in questione. Innanzitutto voglio esprimere, al di là della causa che ne ha determinato il ricovero, per la simpatia e il talento indiscutibili, gli auguri di una rapida guarigione e di un immediato ritorno in famiglia e in campo ad Antonio Cassano, forse il calciatore più amato d'Italia.
L'ictus giovanile, cioè quello che si manifesta tra i 15 e i 45 anni, non è un evenienza rara, poichè rappresenta il 5% di tutti i casi di ictus. Quindi una malattia relativamente molto frequente tra i giovani , se si considera che ogni anno in Italia colpisce circa 200 mila persone e che le persone affette sono circa un milione: 50 mila circa sarebbero i giovani affetti da ictus cerebrale in Italia. Più o meno lo stesso numero delle persone colpite da sclerosi multipla, un'altra malattia neurologica che interessa i giovani e nello specifico in prev alenza le donne. Al contrario di quello che si pensa, l'ictus cerebrale anche se si manifesta prevalentemente dopo i 65 anni, non colpisce solo gli anziani, ma può manifestarsi in tutte le età della vita.
L'ictus è un deficit neurologico che fa seguito ad un danno cerebrale causato da un disturbo circolatorio, Se ne conoscono due tipi: quello emorragico e quello ischemico. Il primo, a questa età più frequente nelle donne, detto emorragia cerebrale, è causato dalla rottura di un'arteria cerebrale, il secondo dalla chiusura o ostruzione di un vaso che porta il sangue al cervello. Diverse sono le cause dell'ictus ischemico giovanile. Oltre a quelle classiche, tipo ipertensione, diabete, colesterolo elevato, meno frequenti a questa età, diverse sono le cause di un ictus giovanile. A volte da sole o in associazione. Nel caso del sesso femminile la storia di un'emicrania, soprattutto quella con aura e se associata al fumo o all'assunzione di pillola contraccettiva. Oppure ad un disturbo congenito della coagulazione. In altri casi può trattarsi di una cardiopatia dovuta a piccoli difetti congeniti, come la pervietà del forame ovale o ad un aneurisma del setto interatriale. Altre volte, anche se rare, può trattarsi di una slaminamento traumatico o spontaneo di un'arteria che porta il sangue al cervello. In altre parole di una chisura del vaso. La diagnosi viene posta sulla base dei dati clinici e degli accertamenti, sia del sangue che strumentali. La TAC e la risonanza magnetica cerebrale sono fondamentali per stabilire il tipo di ictus, la sede e l'estensione del danno. L'angio TAC o RM insieme con l'ecocardiogramma, il doppler tanscranico e i test della coagulazione spesso consentono di arrivare a individuarne la causa che, in oltre il 30%, può restare peraltro sconosciuta.
La prognosi dipende dal tipo di ictus e dall'estensione del danno. Sicuramente più grave quello emorragico, anche se attualmente le tecniche chirugiche e l'assistenza medica hanno di molto migliorato la sopravvivenza. Nal caso di quello ischemico in molti casi si può effettuare,se non sono trascorse più di 5-6 ore, una terapia trombolitica, che ripristina la circolazione arteriosa scioglendo i coaguli che hanno determinato l'evento. Ad ogni modo la riabilitazione se iniziata tempestivamente può favorire un buon recupero motorio e non solo.
Da quasi 15 anni l'associazione Alice si occupa oltre che di sostegno ai pazienti e ai loro familiari, di prevenzione, sensibilizzazione e informazione delle persone a rischio.
Per informazioni:
Dr. Giuseppe D'Alessandro
Neurologo e fondatore Alice