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Aperitivi Neuroscientifici: Ipertensione arteriosa


Si è svolto martedì 11 febbraio presso la sede di ALICe Ictus VDA in Via Lucat 2 ad Aosta l’incontro previsto nell’ambito della serie “Aperitivi neuroscientifici” e dedicato all’ipertensione arteriosa. 
Di seguito riportiamo uno sintesi dell’argomento trattato. 



Ipertensione arteriosa: novità dall’Europa
A cura del Dott. Giuseppe D’Alessandro - Neurologo.  




Negli ultimi decenni il miglioramento della terapia antipertensiva  ha comportato una riduzione della mortalità per malattie vascolari e in particolare dell’ictus cerebrale. 
Un controllo ottimale dei valori pressori, cioè al di sotto di 130 e 80, potrebbe ulteriormente migliorare questa tendenza, tuttavia molte persone non sanno di essere ipertese e quelle che lo sanno non sempre si curano in modo adeguato. 
L’ipertensione arteriosa e altri fattori di rischio dell’ictus cerebrale, come l’aumento del colesterolo o della glicemia, spesso non danno manifestazione della loro presenza anche per anni, tant’è che sono chiamati killer silenziosi. L’unico modo per individuarli pertanto è quello di effettuare dei controlli medici. Questo consiglio vale dopo i 30-40 anni e soprattutto per le persone con familiarità per fattori o per ictus e infarti. Non sempre comunque è necessaria una terapia farmacologia in quanto in molti casi l’ipertensione è dovuta ad abitudini alimentari e stili di vita scorretti. Ridurre lo stress, abolire il fumo, ridurre la sedentarietà aumentando l’attività fisica, moderare l’assunzione di alcool e mangiare con poco sale possono comportare già da soli una riduzione dei valori pressori. 
Se tutte queste misure non sono sufficienti allora il medico, dopo aver effettuato alcune indagini per escludere delle cause secondarie, prescrive una terapia farmacologica. 
A parità di valori pressori una persona che presenta altri fattori di rischio associati ha una motivazione in più per essere controllata. Questa infatti è una delle novità che sono emerse dalla nuova edizione delle linee guida europee per la cura dell’ipertensione. Attualmente sono disponibili alcuni programmi per calcolare il rischio cardiovascolare globale, il cosiddetto ischemic heart score . In base al punteggio si ha come risultato un valore che calcola la probabilità di andare incontro ad un ictus o infarto miocardico in base alla presenza di determinati fattori di rischio. Questa probabilità è più alta della somma aritmetica dei singoli fattori perché tiene conto dell’interazione tra di essi. L'altra novità importante riguarda i valori pressori negli anziani. Diversamente da quanto consigliato nella precedente versione delle linee guida europee, nella nuova versione si consigliano valori non inferiori a 130 in quanto valori più bassi aumentano la probabilità di avere eventi vascolari maggiori. Comunque la novità più importante riguarda i farmaci antipertensivi: non vi sono farmaci nuovi e quelli attualmente disponibili sono tutti parimenti efficaci, quello che li differenzia è l'indicazione specifica aseconda della presenza di alcune patologie associate. Il Prossimo incontro, che si svolgerà martedì 4 Marzo alle ore 17.00, sempre presso la sede dell’associazione, avrà per tema “ Colesterolo: non sempre basta dire solo no”