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Dopo un ictus ischemico si può tornare a giocare a calcio?


Intervista del dr. Giuseppe D'Alessandro, Neurologo, Dirigente Medico della SC di Neurologia dell'Ospedale Parini di Aosta, Responsabile SS Neurologia Territoriale dell'AUSL della Valle d'Aosta, Fondatore di Alice Ictus e Past Presidente di Alice Italia.
La risposta potrebbe essere si. Spesso l'ictus si risolve spontaneamente senza lasciare esiti, per fortuna. Naturalmente dipende dal tipo di ictus e dall'entità del danno.
L'ictus emorragico, frequentemente dovuto alla rottura di un aneurisma cerebrale congenito, da qui il termine di emorragia subarcanoidea, è la forma di ictus più frequente nelle giovanni donne. Superata la fase acuta e i postumi dell'intervento, se non sono sopraggiunte complicanze ischemiche da vasospasmo può consentire il ritorno ad una vita sociale e lavorativa normali. Difficile in questo caso riprendere un'attività agonistica.
Nel caso dell'ictus ischemico, quali sono le probabilità di recupero? Anche qui dipende dalla sede cerebrale colpita, dall'estensione del danno e dalla tempestività dell'intervento. La RM encefalica in fase acuta e a distanza può dare delle informazioni preziose che, naturalmente, vanno valutate in relazione anche ai dati clinici. Se ad essere interessato è una grossa arteria cerebrale oppure l'area cerebrale deputata al controllo del movimento, le probabilità sono basse. In questo caso se si interviene con una terapia trombolitica in fase precoce si spuò limitare il danno e quindi aumentare le probabilità di un buon recupero.
Ma nel caso di Cassano? Probabilmente sì, anche se bisognerebbe avere più dati a disposizione. Probabilmente sì è trattato di un ischemia cerebrale nel territorio meno interessato di solito da un ictus, cioè quello vertebro basilare. Spesso si tratta di ischemie transitorie che non lasciano conseguenze. La RM encefalica se è negativa aumenta le probabilità di una rapida guarigione e di un ritorno alla vita normale.
Com'è possibile che uno sportivo e giovane possa aver un ictus ischemico? Come dicevo, anche se l'ictus è una malattia dell'età avanzata, può manifestarsi a qualsiasi età. Nei casi giovanili, cioè quelli che si manifestano tra i 15 e i 45 anni, la casua più frequente nei maschi è una cardiopatia congenita lieve. In questi casi è frequente il riscontro infatti della Pervietà del Forame Ovale, "un piccolo buchino" che fa comunicare le due camere atriali e che normalmente si chiude nei primi anni di vita. Oltre a cause congenite o a disturbi della coagulazione che predispoongono alla trombosi, vi sono anche cause traumatiche. Un trauma cervicale, da incidente automobilistico o sportivo, come potrebbe essersi verificato di recente nel caso di che ha interessato Davide, un campione di kick boxing, può comportare uno slaminamento della parete della carotide a livello cervicale o della vertebrale, un altro vaso che porta il sangue al cervello, e determinarne la chiusura e quindi il mancato arrivo del sangue e dell'ossigeno in un'area cerebrale.
Si può prevenire l'ictus giovanile? lA RISPOSTA E'SI. In molti casi si possono fare delle indagini approfondite e nello specifico nelle persone a rischio. Negli ultimi anni, l'Associazioen Alie, oltre a continuare l'attività istituzionale di screening rivolta alle persone adulte a rischio, cioè quelle ipertese, diabetiche, cardiopatiche, ecc. ha iniziato un'attività di informazione e sensibilizzazione per la prevenzione dell'ictus giovanile. Le persone più a rischio sono le giovani donne che sono affette da una forma di emicrania, il tipo con aura, che assumono contraccettivi orali a base di estrogeni e che fumano. In questi casi se sono presenti anche ipertensione arteriosa e obesità il rischio di andare incontro ad un evento trombotico cerebrale arriva fino al 20% all'anno. In qualità di fondatore dell'associazione Alice e di medico neurologo, mi sono fatto portatore, al fine di richiamare l'attenzionme delle giovani generazioni sul problema, anche di questa problematica creando due sezioni dell'associazione: Alice Donna e Alice Cefalea.
Ritornando al problema specifico, ritengo che tutti gli sportivi, che effettuano attività agonistica o sport impegnativi, considerata la disponibilità delle metodiche a disposizione, dovrebbero, prima di iniziare qualsiasi attività, sottoporsi oltre alle normali visite ed indagini, anche a RM encefalica, angio RM, ecocardiogramma transesofageo o a doppler transcranico al fine di individuare le cause cardiache e cerebrali più rare di ictus ischemico.

3 commenti:

Buongiorno dottore,
ho 44 anni, uomo.
A quale esame potrei/dovrei sottopormi come prevenzione per l'ictus ?
(oltre a seguire ovviamente le varie indicazioni per un corretto stile di vita)

Un ecodoppler carotideo ?
Altro ?

Grazie in anticipo e complimenti

Cordiali Saluti

Rob

da Anonymous Anonimo, il 11:03 PM  

Egregio dott. Sono una ragazza di 34 anni . 15 gg fa ho avuto una ischemia cerebellare con emiparesi sinistra , dislalia e disfagia apparte l' atroce emicrania che avevo anche prima delk' episodio acuto. A 15 gg dal ricovero e dalla dimissione con diagnosi dovuta a una stenosi congenita delle arterie vertebrali di cui io ovviamente nn ero al corrente continuano gli atroci mal di testa e il senso di poco equilibrio che si trasforma in vere e proprie vertigini in alcune situazioni posturali. Secondo lei e' normale questo mal di testa cosi intenso? Nn mi fa tornare alla mia vita di tutti i giorni ...la mia paura e' che non vada piu' via sono avvilita. Grazie in anticipo se trovera' il tempo di rispondere

da Anonymous Anonimo, il 10:54 PM  

Buon giorno Dottore mi chiamo Angelo e ho 59 anni. Il giorno di Natale ho avuto una emorragia celebrale detta poi si è materia, all'ospedale di Genova mi hanno fatto 2 Angiografia con contrasto una tac e una risonanza m. Con contrasto nell'arco di 24 giorni di degenza in terapia intensiva. Mi hanno dimesso in assenza di terapia. Io sono un ultra maratoneta, la invito a vedere il mio sito www.angelosalvetti.it facci sub con autorespiratore caccia al cinghiale come conduttore di cani limiere e tante altre cosine carine. Dal 25 gennaio mi si è chiusa una porta davanti e non so più cosa posso fare, la cosa mi distrugge psicologicamente. Può lei dirmi se la mia vita è veramente cambiata da quel giorno o se posso riprendere in un certo maniera a vivere. Le premetto che non mi ha lasciato nessun segno fisico. Grazie per la sua attenzione Angelo Salvetti

da Blogger Angelo Bruno Salvetti, il 12:24 PM  

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