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La pressione arteriosa. Come misurarla


L’ipertensione è il principale fattore di rischio delle malattie circolatorie e in particolare dell’ictus cerebrale essendo la maggior parte di questi dovuti all’ipertensione arteriosa non curata. Si calcola che circa il 20-30% della popolazione adulta ne è affetta e circa la metà di loro non sa di esserlo. Pertanto, in Valle d’Aosta le persone affette da ipertensione dovrebbero aggirarsi sulle 30 mila.
Diversamente da quello che comunemente si crede la pressione elevata non dà alcun disturbo. Quindi il modo migliore per scoprirla è quello di misurarla periodicamente.
Ma quando e chi deve misurarla?
Di solito l’ipertensione tende a manifestarsi dopo i 30-40 anni o prima se sono presenti familiarità o altre condizioni come sovrappeso, diabete e fumo. Pertanto è buona norma controllarla dopo i 30 anni o prima se in presenza delle condizioni elencate. La pressione è considerata ancora normale se i valori sono inferiori o uguali a 140 (la massima o sistolica) e 90 (la minima o diastolica) indipendentemente dall’età. Alcuni considerano questi valori già una condizione di pre-ipertensione altri invece come pressione normale alta. In presenza di queste incertezze la comunità scientifica indica in 120 e 80 i valori ottimali di pressione arteriosa che una persona sana dovrebbe avere.
Pressione normale alta o pre-ipertensione arteriosa sono termini che testimoniano due filosofie diverse di trattamento. La prima, che si rifà essenzialmente alle linee guida europee, vuole sottolineare l’aspetto che si è ancora in presenza di una condizione, quindi non di una malattia, per molti aspetti modificale con sane abitudini di vita e una corretta alimentazione; la seconda, quella americana, evidenzia in modo più marcato la necessità di far ricorso già a partire da questi valori a farmaci antiipertensivi.
Al di là delle disquisizione terminologiche o filosofiche, da punto di vista pratico vediamo quali sono i consigli da seguire per cercare di rilevare dei valori pressori che siano molto simili a quelli reali. Innanzitutto la pressione andrebbe misurata con apparecchi (sfigmomanometro) a colonna di mercurio, perché danno valori più affidabili. Se non è possibile, bisognerebbe utilizzare quelli aneroidi, cioè quelli col manometro. In ogni caso la pressione va misurata in posizione seduta, dopo almeno 5 minuti di riposo e al braccio appoggiato sul tavolo alla stessa altezza del cuore. Sono sconsigliati gli apparecchi da polso.
La fascia dovrebbe essere sistemata qualche centimetro sopra la piega del gomito e dovrebbe coprire completamente la circonferenza del braccio: per le persone magre o obese bisognerebbe utilizzare apparecchi appositi che hanno fasce più piccole o più grandi, rispettivamente.
Poiché la pressione tende a variare nel corso della giornata e a seconda delle condizioni fisiologiche, altra buona norma è quella di misurarla al mattino a digiuno e appena svegli. Non sono attendibili le misurazioni effettuate dopo aver bevuto caffè o alcolici, e aver fumato una sigaretta, dopo attività fisica, subito dopo pranzo o dopo aver fatto le scale o una passeggiata a passo svelto. La pressione tende a diminuire dopo pranzo, in ambienti molto caldi o d’estate.
Il fonendoscopio dovrebbe essere posto subito sopra la piega del gomito e mai sotto il bracciale. Si annotano i valori di pressione che si registrano al primo battito ascoltabile, massima o sistolica, e all’ultimo battito, minima o diastolica. Le persone che presentano aritmie o irregolarità del battito cardiaco dovrebbero evitare l’automisurazione.In caso di valori elevati, a volte è sufficiente, diminuire il sale dalla dieta, perdere qualche chilogrammo, aumentare l’attività fisica, almeno 20 minuti di passeggiata due volte a settimana, diminuire l’assunzione di alcolici, evitare un’assunzione eccessiva di caffè e tè, abolire il fumo per assistere alla normalizzazione dei valori. Il ricorso ai farmaci è giustificato se i valori persistono elevati anche dopo aver messo in atto i consigli precedenti.

1 commenti:

Oltre all'obesità, al diabete e al fumo, l'ipertensione è legata ad una serie di altri problemi di salute. Può essere un sintomo secondario di alcuni di loro ma può anche segnalare un'altra malattia. Viceversa, molti problemi di salute apparentemente non collegati possono segnalare o causare ipertensione. Stress, insonnia, problemi di vista, mancanza di respiro e disfunzione erettile sono solo alcuni esempi. Poiché l'ipertensione è legata a così tante malattie, condivide anche i trattamenti con alcuni di essi. Ad esempio, l'impotenza è trattata con farmaci come sildenafil, tadalafil, vardenafil e avanafil, che sono gli unici farmaci approvati per questa condizione e tutti loro sono vasodilatatori, cioè farmaci che abbassano la pressione sanguigna. Ma cosa hanno in comune l'impotenza e l'ipertensione? L'ipertensione arteriosa provoca danni alle arterie, comprese quelle nell'area genitale. Il risultato è uno scarso controllo sulla propria erezione e conseguente disfunzione erettile. Per gli uomini, l'impotenza è spesso una preoccupazione più grande delle malattie cardiovascolari. Quindi, almeno per amore della loro stessa virilità, dovrebbero controllare regolarmente la loro pressione sanguigna.

da Anonymous Flavio, il 9:00 AM  

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