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Ictus Cerebrale

Che cos'è l'Ictus Cerebrale?

L’Ictus , o Stroke in inglese, letteralmente significa "colpo", è un deficit neurologico focale improvviso che fa seguito ad un danno cerebrale secondario ad un disturbo circolatorio. Si distinguono tre forme di ictus cerebrale. La forma più frequente, circa l’85% dei casi, è l’infarto cerebrale. Questo può essere dovuto ad un restringimento progressivo (trombosi) o ad un'occlusione acuta (embolia) di un'arteria diretta al cervello. La seconda forma, circa il 10% di tutti gli ictus, è l’emorragia cerebrale primitiva. La causa più freqnente dell'emorragia cerebrale è l’ipertensione arteriosa non curata. La terza forma, quella meno frequente, ma anche la più grave, è l’emorragia sub-aracnoidea. Di solito colpisce i soggetti più giovani ed è dovuta alla rottura di un aneurisma congenito o di una malfomazione vascolare. Per saperne di più: www.aliceitalia.org

Come si manifesta un Ictus cerebrale?
E' molto importante conoscere i sintomi di presentazione dell'ictus, perchè prima si agisce più alte sono le probabilità di limitare i danni a carico del cervello. Per intenderci "Time is Brain" come recita uno slogan in lingua inglese.
I sintomi di insorgenza più frequenti sono:
Pesantezza o paresi o difficoltà a muovere un braccio o una gamba o metà corpo;
Difficoltà a parlare o a comprendere le parole da sola o accompagnata alla paresi;
Deviazione della bocca da sola o insieme con la paresi degli arti e/o la difficoltà parlare o comprendere;
Disturbi del campo visivo o annebbiamento della vista o sdoppiamento delle immagini insieme ad altri disturbi quali vertigini, nausea, difficoltà a mantenere l'equilibrio o a coordinare i movimenti volontari;
Mal di testa talvolta violentissima, molto forte come una "pugnalata" alla nuca nel caso dell'emorragia cerebrale.
La realtà italiana.

L’ictus nei paesi industrializzati rappresenta la prima causa di invalidità nelle persone adulte, la seconda di demenza e la terza di mortalità. Sono infatti più o meno 70 mila i casi di decesso e circa 190 mila nuovi casi che si verificano ogni anno in Italia: un caso ogni 3 minuti.
Di questi il 30% muore entro il primo anno e dei restanti più della metà presenterà un’invalidità permanente. Stando così le cose, in assenza di programmi di prevenzione adeguati e con l’invecchiamento della popolazione italiana, questi numeri, già di per sé drammatici, continueranno ad aumentare e saranno sempre di più le donne ad esserne colpite. Per una malattia la cui assistenza nella fase cronica grava sostanzialmente sulla famiglia ciò comporterà dei grossi problemi assistenziali. Se per una donna è naturale assistere in modo efficace il coniuge invalido, non sempre si può dire lo stesso del contrario. A differenza di altre malattie circolatorie, in Italia l’assistenza nella fase acuta e nella fase di riabilitazione, come già detto per i programmi di prevenzione, lascia molto a desiderare, soprattutto nelle regioni meridionali. Le Unità Ictus, cioè le strutture dove si curano in modo efficace le persone colpite da ictus sono poche e per lo più dislocate negli ospedali del Nord e del Centro. Lo stesso dicasi sui Centri di Riabilitazione. Per saperne di più: www.spread.it

Perché Alice?

Alice è l’acronimo di Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale. E’ un’associazione di volontariato libera e non lucrativa, l’unica in Italia, formata da persone colpite da ictus, familiari, medici, personale addetto all’assistenza , riabilitazione e volontari. Nata ad Aosta nel 1997 su iniziativa del dr. Giuseppe D’Alessandro, che ne è stato non solo il fondatore ma anche il sostenitore più convinto, nell’arco di pochi anni si è diffusa in tutta Italia ed attualmente è organizzata in federazione nazionale a cui aderiscono 18 regioni italiane. L’attività degli aderenti è basata sul volontariato e i finanziamenti derivano prevalentemente dai contributi dei soci e degli enti pubblici.
Che cosa fa Alice?
L’obiettivo dell’associazione è quello di migliorare la qualità della vita delle persone colpite da ictus, dei loro familiari e di quelle a rischio. L’attività prevalente dell’associazione è quella di sensibilizzare e di informare l’opinione pubblica sulla prevenzione, la cura e l'assistenza della malattia che, a tutt’oggi, nonostante i progressi diagnostici e terapeutici degli ultimi anni, è ancora considerata inevitabile ed ineluttabile. Molti sono i luoghi comuni da sfatare, tra cui non ultimo, quello che si tratti di una malattia che colpisce esclusivamente le persone anziane. Invece non è così! In Italia sono più di 30 mila le persone giovani che ne sono state colpite e molte di queste ne portano ancora gli esiti invalidanti.


La Giornata Nazionale.

Quest’anno, giunta alla VII edizione, si svolgerà come annunciato, Domenica 14 maggio 2006. Obiettivo della manifestazione è di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli addetti alla programmazione sanitaria su una malattia la cui conoscenza è ancora molto bassa, soprattutto nelle persone più a rischio. Gli stand che saranno presenti nelle piazza di alcune città avranno come finalità proprio di dimostrare che la prevenzione è fattibile ed è efficace in oltre il 70% dei casi e, che se la malattia è riconosciuta in tempo, le probabilità di cura e di guarigione sono molto alte. Con la distribuzione gratuita degli opuscoli informativi su come riconoscere i campanelli d’allarmi e i sintomi di esordio e i consigli da parte dei medici aderenti si vuole dimostrare che con semplici misure ciò è attuabile.Diversi sono i fattori di rischio, ma essenzialmente essi possono essere ricondotti all’’ipertensione, fumo e diabete. Un’alimentazione corretta, stili di vita adeguati e attività fisica moderata di per sé sono sufficienti a diminuire il rischio. Nei restanti casi sono disponibili terapie farmacologiche abbastanza efficaci per controllarli. Nelle persone anziane con questi fattori di rischio è importante sapere inoltre che un esame molto semplice come l’ecodoppler carotideo può svelare delle alterazioni facilmente trattabili. In definitiva l’obiettivo primario è di informare l’opinione pubblica sui sintomi di presentazione della malattia e sulle condizioni che la favoriscono.Altro obiettivo della manifestazione è quello di raccogliere fondi per sostenere le attività delle associazioni regionali. Per questo in alcune piazze saranno offerti dei vasi di rose. Questi fondi, oltre ad organizzare le sedi regionali, verranno utilizzati anche per garantire un’informazione seria, corretta e obiettiva. A volte alcune campagne di sensibilizzazione non sono altro che operazioni commerciali.

ESPD (European Stroke Prevention Day).

Quest’anno la manifestazione italiana fa seguito alla II Giornata Europea della Prevenzione dell’Ictus organizzata per martedì 10 maggio da SAFE (Stroke Alliance For Europe), l’associazione europea contro l’ictus, a cui fanno parte gruppi di pazienti di 15 paesi europei, e tra questi anche Alice. In quell’occasione, a dimostrazione che anche in Europa i problemi relativi all’ictus sono più o meno uguali ai nostri, il presidente di SAFE, Arne Hagen, consegnerà al Parlamento Europeo una petizione, firmata da migliaia di pazienti e cittadini in tutta Europa, affinché la prevenzione e il miglioramento dell’assistenza alle persone colpite da ictus siano inseriti nell’agenda dei lavori delle commissioni parlamentari. A questa manifestazione e alla raccolta delle firme naturalmente ha aderito e contribuito anche Alice.
Per saperne di più: www.safestroke.org