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Giornata Nazionale Prevenzione Ictus


Alice Ictus Onlus VDA,  nell'ambito delle iniziative di prevenzione e sensibilizzazione previste per il mese della prevenzione e della giornata nazionale contro  l'ictus cerebrale, organizza per sabato 10 maggio, dalle ore 8.30 alle ore 12.30, presso la sede dell'associazione in via Lucat 2/A lo screening dell'ictus per i giornalisti iscritti alla Casagit e che precedentemente hanno comunicato la loro adesione alla manifestazione. Nel corso della giornata i volontari e i medici dell'associazione eseguiranno la misurazione della pressione arteriosa, della glicemia e del colesterolo, lo screening della fibrillazione atriale, il calcolo del rischio di ictus e la ricerca di placche carotidee mediante ecocolordoppler.

Ora legale e rischio di ictus


A cura del dr. Giuseppe D’Alessandro - Neurologo


Secondo la maggior parte degli economisti sarebbero circa 92,6 i milioni di euro risparmiati spostando in avanti di un’ora l’orologio all'inizio della primavera. Ciò è vero se il calcolo è riferito soltanto al risparmio energetico. Tuttavia, quando si tiene conto anche delle conseguenze negative che tale variazione comporta sul nostro organismo, le certezze vacillano e il bilancio è addirittura negativo secondo alcuni. Di solito il nostro corpo richiede alcuni giorni per adattarsi al nuovo orario. Alcune persone, i cosiddetti gufi, cioè i soggetti che tendono già in condizioni normali ad andare a letto più tardi, perché hanno l’orologio biologico spostato in avanti, impiegano anche alcune settimane. Il risultato è che si perdono in questa fase di adattamento 1 o 2 ore di sonno. Si va incontro quindi da una parte sicuramente ad una deprivazione di sonno e dall'altra ad una più che probabile ridotta qualità o frammentazione del sonno, in altre parole a quella condizione che viene indicata col termine scientifico di insonnia. Le conseguenze sulla salute dell’insonnia sono stanchezza al risveglio, irritabilità, ansia, umore depresso, difficoltà di concentrazione, disturbi di memoria, cefalea e sonnolenza. Il che significa ridotta produttività al lavoro, scarso rendimento a scuola, aumento del consumo di antiemicranici, ipnotici, antidepressivi, più incidenti automobilistici, aumento degli accessi in pronto soccorso, ricoveri e visite mediche. Diversi studi pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali hanno documentato nei giorni successivi all'entrata in vigore dell’ora legale un aumento anche fino al 10% di alcune malattie tra cui ipertensione arteriosa, diabete, obesità, infarto miocardico e ictus cerebrale ischemico. Queste due ultime malattie hanno già di base un esordio correlato alle fluttuazioni giornaliere. Infatti insorgono più frequentemente al mattino nella fase del risveglio e il Lunedì. Queste fluttuazioni sono dovute ad un aumento dell’attività simpatica, dello stress e dei fattori protrombotici. La variazione dei ritmi biologici causate pertanto dall’ora legale influenzando l’orologio circadiano dei cardiomiociti (cellule cardiache) causerebbero l’insorgenza di alcuni stati di malattia cardiovascolare. Per saperne di più digitare su qualsiasi motore di ricerca le seguenti parole: effect on health of daily saving time






Aperitivi neuroscientifici: Tremore, non solo Parkinson.


Si è svolto martedì 11 marzo presso la sede dell'associazione in Via Lucat 2 ad Aosta l'ultimo degli incontri previsti nell’ambito della serie “Aperitivi neuroscientifici” organizzati da ALICe Ictus VDA, dedicato al tremore che, in alcuni casi, può essere dovuto, come nel parkisnonismo vascolare, a piccoli infarti cerebrali ripetuti nel corso degli anni. Di seguito la sintesi dell’argomento trattato a cura del dr. Giuseppe D'Alessandro. Il tremore, definito come un’oscillazione o movimento involontario ritmico di una parte del corpo, è un disturbo molto frequente. Per semplificare si possono distinguere due disturbi che si manifestano con questo sintomo: il tremore essenziale o familiare e il tremore della malattia di Parkinson. Nel primo caso si tratta di una malattia in cui il tremore è l’elemento caratterizzante, nel secondo caso è insieme alla rigidità e al rallentamento motorio uno dei sintomi più frequenti che contraddistinguono la malattia. Il tremore essenziale ha una prevalenza molto alta con una frequenza in alcuni studi che sfiora il 4% della popolazione generale. Interessa prevalentemente la popolazione anziana ma non solo, in alcuni casi può esordire anche prima dei 50 anni e questo spesso avviene nei casi in cui è presente una familiariatà. Spesso si localizza agli arti superiori e si manifesta in occasione dell’esecuzione di movimenti volontari che richiedono una certa destrezza. Può localizzarsi inoltre al capo, alla mandibola e agli arti inferiori. Anche la voce può essere interessata con espressione e pronuncia scandita, cioè con accentuazione sillabica, tipica di alcune regioni italiane, e pronunciate all’aspetto tremante. Nella malattia di Parkinson, un disturbo molto frequente, la prevalenza riportata è di circa 250 casi per 100.000 abitanti, il tremore di solito interessa un solo arto, quello superiore e si manifesta quando questo è tenuto in una posizione di riposo e si riduce col movimento. L’aspetto è caratteristico tant’è che viene descritto come “contar pillole”. Si associa ad altri disturbi quali la rigidità, rallentamento motorio, cammino piccoli passi e strisciante, atteggiamento curvato del corpo e perdita di espressività facciale. La causa di questa malattia, come per altre condizioni neurologiche degenerative tra cui l’Alzheimer, è sconosciuta, tuttavia, in alcuni casi, che possono giungere anche al 30% delle forme secondarie, è importante escludere un’origine vasculopatica. Questo aspetto è molto importante in quanto può influire sul decorso della malattia. E’ lo stesso concetto enunciato in occasione del primo incontro dedicato ai disturbi di memoria e giustifica la motivazione per cui se ne parla in un contesto preventivo. Piccoli infarti cerebrali, ripetuti nel tempo e causati dai classici fattori di rischio vascolare (ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, fumo di sigaretta) non controllati, nel corso degli anni, per un effetto cumulativo, possono dare origine a quadri clinici simili alle malattie di Parkinson o di Alzhemer, una volta indicate col termine popolare di “arteriosclerosi cerebrale” col significato di invecchiamento delle arterie che portano il sangue al cervello. Pertanto la terapia, spesso sintomatica nel tremore essenziale e nella malattia di Parkinson, nei casi secondari a danno vascolare consiste nel riconoscimento e il controllo dei fattori di rischio vascolare che in definitiva sono quelli che causano l’ictus cerebrale.

Aperitivi Neuroscientifici: colesterolo



Si è svolto martedì 4 marzo presso la sede dell'associazione in Via Lucat 2 ad Aosta l’incontro previsto nell’ambito della serie “Aperitivi neuroscientifici” organizzati da ALICe Ictus VDA dedicato al colesterolo. Di seguito riportiamo una sintesi dell’argomento trattato.

Colesterolo: non basta dire solo no.   A cura del dr. Giuseppe D'Alessandro

E’ importante mantenere i livelli di colesterolo entro i limiti consigliati. Se  poi sono presenti altri fattori di rischio per malattie vascolari bisogna prestare ancora più attenzione soprattutto se di tratta di  colesterolo cattivo. Il colesterolo in eccesso può depositarsi nelle pareti delle arterie e in particolare delle coronarie e delle carotidi e ostruendole provocare  a seconda di quella  interessata un infarto del cuore o del cervello, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare.A parte i pochi casi legati a fattori genetici, il colesterolo alto di solito è dovuto ad un’alimentazione scorretta. Infatti,  nelle popolazioni mediterranee, come già aveva notato negli anni 60  il fisiologo e nutrizionista americano Ancel Keys,  padre della dieta mediterranea,  dove questa è più bilanciata a favore di cereali, verdure, legumi, olio di oliva, pesce piuttosto  che  carne o grassi di origine animale, sia i livelli di colesterolo che la frequenza delle  malattie cardiovascolari sono bassi.I livelli di colesterolo sono espressi  in milligrammi (mg) per decilitro (dL) e il profilo o assetto lipidico è l’esame del sangue che li misura. Con questo esame,  che va eseguito sempre dopo un  digiuno di almeno 12-15 ore, si valutano  pertanto i livelli del colesterolo totale, cattivo (LDL), buono (HDL) e dei trigliceridi.I valori consigliati dei vari tipi di colesterolo dipendono, come avevo già accennato la volta scorsa, parlando di ipertensione, dal rischio globale cardiovascolare. Per esempio nelle persone ad alto rischio, cioè quelle che hanno già avuto un infarto miocardico o un ictus o che soffrono di diabete o che invece hanno due o più dei seguenti fattori di rischio, quali  l’ipertensione, il fumo, i bassi livelli di colesterolo buono, la familiarità per attacchi cardiaci giovanili o l’età maggiore di 45 anni negli uomini e 55 nelle donne,  i livelli di colesterolo ottimali dovrebbero essere  inferiori a 200 mg/dL per quello totale e a 70 mg/dL per quello LDL. Invece, nelle persone a basso rischio sono accettabili valori di colesterolo  LDL compresi tra 100-129 e per quelle  a rischio medio valori inferiori a 100 mg/dL.  Per quanto riguarda il colesterolo buono i valori ideali dovrebbero essere almeno 40-49 negli uomini e 50-59 nelle donne.In sintesi livelli alti di colesterolo LDL significano alto rischio, mentre livelli alti di colesterolo LDL rischio basso. Non sempre è necessaria una  terapia farmacologica per normalizzare i livelli del colesterolo. Cambiare le abitudini alimentari e lo stile di vita sono sufficienti al raggiungimento dell’obiettivo già dopo pochi mesi. In altre parole, per dirla col dr. Keys, non dieta ma “Mangiar bene per stare bene” titolo di una delle sue tante pubblicazioni al riguardo (Eat well, stay well ) e soprattutto mangiare poco.In conclusione anche per il colesterolo valgono le raccomandazioni espresse per gli altri fattori di rischio.Tuttavia, in caso di dubbi può essere di aiuto memorizzare il numero 0530-13080100, che non è un numero verde, come si potrebbe pensare a prima vista, ma il consiglio tradotto in numero di una buona prevenzione (0 fumo, 5 porzioni al giorno tra frutta e verdure, 30 minuti di attività fisica moderata almeno 3 volte a settimana, 130 i valori della pressione arteriosa sistolica, 80 di quella diastolica e 100 i valori di colesterolo cattivo).Link utili per calcolare il rischio di sviluppare eventi vascolari:https://escol.escardio.org/heartscore/calc.aspx?model=europelowhttp://www.cuore.iss.it/sopra/calc-rischio.asp




Aperitivi Neuroscientifici: Ipertensione arteriosa


Si è svolto martedì 11 febbraio presso la sede di ALICe Ictus VDA in Via Lucat 2 ad Aosta l’incontro previsto nell’ambito della serie “Aperitivi neuroscientifici” e dedicato all’ipertensione arteriosa. 
Di seguito riportiamo uno sintesi dell’argomento trattato. 



Ipertensione arteriosa: novità dall’Europa
A cura del Dott. Giuseppe D’Alessandro - Neurologo.  




Negli ultimi decenni il miglioramento della terapia antipertensiva  ha comportato una riduzione della mortalità per malattie vascolari e in particolare dell’ictus cerebrale. 
Un controllo ottimale dei valori pressori, cioè al di sotto di 130 e 80, potrebbe ulteriormente migliorare questa tendenza, tuttavia molte persone non sanno di essere ipertese e quelle che lo sanno non sempre si curano in modo adeguato. 
L’ipertensione arteriosa e altri fattori di rischio dell’ictus cerebrale, come l’aumento del colesterolo o della glicemia, spesso non danno manifestazione della loro presenza anche per anni, tant’è che sono chiamati killer silenziosi. L’unico modo per individuarli pertanto è quello di effettuare dei controlli medici. Questo consiglio vale dopo i 30-40 anni e soprattutto per le persone con familiarità per fattori o per ictus e infarti. Non sempre comunque è necessaria una terapia farmacologia in quanto in molti casi l’ipertensione è dovuta ad abitudini alimentari e stili di vita scorretti. Ridurre lo stress, abolire il fumo, ridurre la sedentarietà aumentando l’attività fisica, moderare l’assunzione di alcool e mangiare con poco sale possono comportare già da soli una riduzione dei valori pressori. 
Se tutte queste misure non sono sufficienti allora il medico, dopo aver effettuato alcune indagini per escludere delle cause secondarie, prescrive una terapia farmacologica. 
A parità di valori pressori una persona che presenta altri fattori di rischio associati ha una motivazione in più per essere controllata. Questa infatti è una delle novità che sono emerse dalla nuova edizione delle linee guida europee per la cura dell’ipertensione. Attualmente sono disponibili alcuni programmi per calcolare il rischio cardiovascolare globale, il cosiddetto ischemic heart score . In base al punteggio si ha come risultato un valore che calcola la probabilità di andare incontro ad un ictus o infarto miocardico in base alla presenza di determinati fattori di rischio. Questa probabilità è più alta della somma aritmetica dei singoli fattori perché tiene conto dell’interazione tra di essi. L'altra novità importante riguarda i valori pressori negli anziani. Diversamente da quanto consigliato nella precedente versione delle linee guida europee, nella nuova versione si consigliano valori non inferiori a 130 in quanto valori più bassi aumentano la probabilità di avere eventi vascolari maggiori. Comunque la novità più importante riguarda i farmaci antipertensivi: non vi sono farmaci nuovi e quelli attualmente disponibili sono tutti parimenti efficaci, quello che li differenzia è l'indicazione specifica aseconda della presenza di alcune patologie associate. Il Prossimo incontro, che si svolgerà martedì 4 Marzo alle ore 17.00, sempre presso la sede dell’associazione, avrà per tema “ Colesterolo: non sempre basta dire solo no”




I nuovi Anticoagulanti Orali: chi, come e quando usarli

Alice Ictus VDA organizza per Giovedì 10 Ottobre 2013, dalle ore 17.00 alle ore 18.00, presso la nuova sede dell'associazione di Via Lucat 2 A di Aosta , un incontro scientifico rivolto alla popolazione sul tema " I nuovi anticoagulanti orali: chi, come e quando usarli. Interverrà il dr. Giuseppe D'Alessandro esperto in prevenzione e cura dell'Ictus Cerebrale. La partecipazione è libera. Gli anticoagulanti orali di recente commercializzazione sono una nuova classe di farmaci che rispetto a quelli tradizionali hanno il vantaggio di non richiedere il monitoraggio della coagulazione e quindi di non doversi sottoporre a periodici controlli del sangue. Un notevole passo avanti che potrà incentivare la prevenzione dell'Ictus Cerebrale in quelle persone affette da fibrillazione atriale, un'aritmia molto diffusa e causa del 15-20% degli Ictus, che per problemi logistici e organizzativi non possono effettuare i controlli periodici della coagulazione.

Nuova sede e nuovi orari di apertura

Dal Primo Settembre Alice si è trasferita nei locali messi a disposizione dall'Amministrazione Comunale di Aosta ubicati al primo piano di Via Lucat 2 A di Aosta. La sede resterà aperta il Martedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00 e il Sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Il nuovo numero di telefono è 324 6098740.

Progetto NEMO ovvero Educazione Motoria Acquatica nel Post Ictus

Presentato il Progetto Nemo ovvero Educazione Motoria Acquatica nel Post Ictus. Si tratta di un progetto di integrazione motoria per ridurre l’invalidità aggiuntiva ai deficit motori secondari a pregresso danno neurologico da ictus cerebrale. L’acqua riducendo la forza di gravità favorisce il movimento in generale e nelle persone con deficit motorio di un arto o di meta corpo facilita la capacità di camminare. L’esercizio fisico facilitato nel lungo termine oltre a dare più sicurezza di spostamento comporta anche l’attivazione del sistema circolatorio e di quello articolare. Quindi consumo di energia e di conseguenza riduzione di peso con risvolti positivi su diversi fattori quali la pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e miglioramento del tono dell’umore. In altri termini meno farmaci da prendere, più autonomia e resistenza agli sforzi fisici, riduzione del rischio di recidiva di ictus. Come ha spiegato Lorella Zani, presidente dell’associazione, Il progetto prevede l’arruolamento di 10 persone con deficit motorio cronico conseguente a pregresso ictus cerebrale e avrà una durata di 2 mesi per un totale 10 sedute di 45 minuti circa. Responsabile del progetto è il campione di immersione in apnea Nicola Brischigiaro esperto in progetti di acquaticità da diversi anni. Le persone incluse nel progetto sanno selezionate tra coloro che non abbiano controindicazioni all’esercizio fisco per problemi cardiocircolatori e che non siano gravemente compromessi dal punto di vista neurologico e mentale. In sintesi persone che siano già in grado di camminare autonomamente anche se con ausili. Le persone incluse nel progetto saranno sottoposte a valutazione funzionale e psicologica dal neurologo dell’associazione dr. Giuseppe D’Alessandro e dalla dr.ssa Nadia Pochintesta, psicologa consulente con esperienza in campo di rieducazione psicologica nelle persone colpite da Ictus Cerebrale. Gli interessati potranno comunicare il loro nominativo fino al 31 Ottobre 2013 al numero 324 6098740 il martedì dalle ore 15 alle ore 17 e il sabato dalle ore 10 alle ore 12. Oppure recarsi direttamente presso la nuova sede dell’associazione in via Lucat 2 A di Aosta negli stessi orari e giorni di apertura.

XV Giornata Regionale per la Prevenzione dell'Ictus

Alice VDA organizza per Domenica 5 Maggio 2013 la XV Edizione Regionale della Prevenzione dell'Icus Cerebrale. Nel corso della mattinata i volontari dell'associazione effettueranno un controllo gratuito della pressione arteriosa, della fibrillazione atriale, della glicemia, del colesterolo totale e la valutazione del rischio cerebrovascolare. Inoltre le persone che risulteranno particolarmente a rischio saranno sottoposte  ad ecodoppler carotideo per la ricerca di eventuali placche ateromasiche.
Per aderire all'iniziativa occorre prenotare al numero 0165 231937 dalle ore 16 alle ore 18 di Giovedì come annunciato nel corso dell'intervista del Dr. Giuseppe D'Alessandro rilasciata in occasione della partecipazione come ospite al TGR VDA di martedì 30 Aprile.
Considerato l'alto numero di richieste pervenute l'associazione ha organizzato  un'altra giornata di screening che avrà  luogo a fine Maggio o inizio Giugno.

Alice partecipa alla 1013^ Foire de Saint Ours

Aosta - Le medaglie richiamano il noto “tatà”, tradizionale giocattolo d’antan. Create dall’orafa valdostana Monique Chatrian, le medaglie saranno vendute al prezzo speciale di 25 euro. Alla fiera di Sant'Orso del prossimo 30 e 31 gennaio sarà presente anche Alice. L'Associazione per la lotta all’ictus cerebrale Onlus sarà presente con un banchetto in Avenue Conseil des Commis dove sarà possibile trovare materiale informativo relativo alla prevenzione dell’ictus oppure raccogliere informazioni direttamente dagli operatori dell’Associazione. Nello stand di Alice sarà inoltre possibile acquistare le medaglie in legno che richiamano il noto “tatà”, tradizionale giocattolo d’antan.
Create dall’orafa valdostana Monique Chatrian, le medaglie saranno vendute al prezzo speciale di 25 euro. Quanto ricavato servirà in parte a sostenere l’attività dell’Associazione.

23/01/2013   Redazione di Aostasera  




Prevenzione: siglato accordo di Collaborazione tra Alice Ictus VDA e le farmacie comunali di Aosta

In data 17 gennaio 2013 il Presidente dell'associazione A.L.I.CE. VdA onlus Lorella Zani ha firmato un accordo con il Presidente dell'A.P.S. Spa Guido Grimod riguardante un progetto di prevenzione.
Con tale accordo i volontari di A.L.I.Ce. nei mesi di marzo, giugno e novembre 2013 presso la Farmacia Comunale n. 1 di Corso Battaglione Aosta 57 ad Aosta saranno a disposizione degli utenti per presentare l'associazione e spiegarne gli scopi.
Si distribuirà del materiale utile per la prevenzione dell'ictus e si effettueranno controlli ai pazienti-clienti che lo desidereranno.
Successivamente all'incontro di giugno, valutata l'efficacia dell'accordo di collaborazione, si avvieranno le procedure per la stipula di una convenzione fra le parti che permetterà agli iscritti dell'associazione di avere uno sconto del 10% sui prodotti parafarmaceutici in vendita nelle farmacie comunali di Aosta.

Aumento del Rischio Ictus ischemico o di trombosi venosa cerebrale con contraccettivi orali

 ''Sebbene il rischio tromboembolismo nelle giovani donne che assumono qualsiasi tipo di contraccettivo orale sia molto remoto, e' pur vero che non e' nullo''. Lo sottolinea il neurologo aostano Giuseppe D'Alessandro, fondatore di A.L.I.Ce., associazione per la lotta all'ictus cerebrale, e attualmente  presidente della sezione Cefalee della stessa,  commentando  il caso di una giovane donna francese  colpita da ''ictus cerebrale devastante'' tre mesi dopo aver iniziato ad assumere un contraccettivo orale di terza generazione.
Il rischio  ''e' piu' che teorico'' se si considera che  l'incidenza annuale di infarto o trombosi venosa cerebrale  è di circa  3-4 casi per 100.000 abitanti''.
A destare scalpore, nella vicenda d'Oltralpe, e' stato il rifiuto dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco, di modificare come richiesto dal ministero francese della sanita' il profilo di sicurezza del farmaco.
A rischiare di piu' e' chi fuma e chi soffre di una particolare cefalea, l'emicrania con aura. ''Il rischio aumenta fino a 14 volte rispetto a persone sane - specifica il neurologo - se sono anche presenti obesita', ipertensione arteriosa e pervieta' del forame ovale. Quest'ultimo e' un piccolo difetto congenito del cuore, spesso associato all'emicrania con aura, che non da' problemi particolari per tutta la vita se non di favorire in pochi casi l'insorgenza di un ictus cerebrale ischemico o infarto cerebrale''.
Lo screening del sangue ''non e' sufficiente'' per valutare ''una predisposizione alla trombosi'' in quanto ''non tutti i fattori della coagulazione possono essere studiati con tale indagine'' , sottolinea Giuseppe D'Alessandro. ''Tuttavia le ragazze che rientrano nella categoria di persone elencate o qualora sia presente nella famiglia una storia di trombosi in eta' giovanile - conclude l'esperto - devono sapere che sono a rischio di trombosi e devono valutare attentamente se assumere qualsiasi tipo di contraccettivo orale''.

Ataque cerebral

GUIDA SU ICTUS PER BADANTI LATINO AMERICANE



(ANSA) - AOSTA, 20 DIC - In Valle d'Aosta la maggior parte delle badanti sono straniere ed in prevalenza latino americane. Una situazione che ha spinto l'associazione di volontariato Alice ad realizzare una mini guida per fornire informazioni sui comportamenti da tenere nel caso l'ictus colpisca la persona anziana che assistono.
La pubblicazione, in lingua spagnola, e' stata presentata oggi, ''ma nell'immediato - ha spiegato la presidente, Lorella Zani - ne stamperemo altre in lingua araba, russa e romena''. ''Un intervento rapido - ha aggiunto Giuseppe D'Alessandro, fondatore di Alice e medico neurologo - consente di limitare i danni''. D'Alessandro ha poi evidenziato che, ''stili di vita piu' corretti, l'attivita' di sensibilizzazione svolta da Alice, il miglioramento dell'assistenza medica e la scoperta di nuovi farmaci hanno consentito di ridurre la mortalita' da ictus che, comunque, rimane la prima causa di morte''.
In Valle d'Aosta, secondo i dati che ha fornito il medico, i ricoveri ospedalieri per ictus sono scesi dai 318 del 2001 ai 232 del 2010, mentre i casi di mortalita' sono passati da 168 del 2000 ai 120 del 2009.
''E' importante - ha spiegato Marco Sorbara, assessore alle politiche sociali del Comune di Aosta - avere conoscenza dell'importanza della prevenzione ma e' anche necessario avere padronanza dei comportamenti da tenere in caso di emergenza. Per questo, l'Assessorato in collaborazione di Alice ha avviato una serie di incontri sul territorio comunale, che si concluderanno a febbraio, proprio per avvicinare i cittadini ad una problematica cosi importante''.
I dati in possesso dll'associazione onlus, Uniendo Raices evidenziano che la comunita' latino americana, presente ad Aosta, e' di circa 700 unita' oltre un terzo delle quali (circa 200) proviene dalla Repubblica Dominicana. Circa il 60% delle donne, che sono quasi 500, svolge attivita' di badante. Percentualmente la comunita' maggiormente impegnata nell'assistenza alla persona e' quella peruviana con il 95% dei 120 residenti in citta'. (ANSA).

Aspirina: uso e abuso. Ovvero: se la conosci, a volte, puoi anche evitarla.

Il progresso scientifico, a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni, se da una parte ha migliorato l’assistenza medica e la cura delle malattie gravi, con la scoperta di nuovi e più potenti farmaci, dall’altra, riducendo i parametri di riferimento di diverse condizioni, una volta considerate normali, ha portato sempre più ad una progressiva medicalizzazione della società. Ovvero nasce prima la malattia o il farmaco? Per chi volesse approfondire l'argomento,  può leggere un interessante articolo pubblicato nel 2005 sul n. 3 del BIF Bollettino Italiano del farmaco: www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/nasce-prima-il-farmaco-o-la-malattia
La conseguenza di tutto ciò è stata che il 40% delle persone sopra i 65 anni assume ogni giorno tra i 6 e i 10 farmaci e il 18% anche più di 10. Tenuto conto che l’aspettativa di vita si allunga sempre di più e che le  malattie di natura cronico-degenerativa sono legate all’invecchiamento della popolazione, è prevedibile che il numero di farmaci assunti da un anziano aumenterranno sempre di più e con essi anche il rischio e quindi le  reazioni avverse da farmaci.
Uno  studio condotto in America dal 2007 al 2009 e pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2011 ha evidenziato  che ogni anno negli Stati Uniti circa 100.000 persone si recano  in Pronto Soccorso a causa degli eventi avversi da farmaci e di queste  37.000 sono ricoverate a causa di gravi complicanze, rappresentate essenzialmente da emorragia cerebrale,  emorragia intestinale, coma ipoglicemico, gastrite, ulcera. Sempre dallo stesso studio risulta che i farmaci che causano più frequentemente queste problematiche sono primaditutto quelli che vengono  utilizzati  per fluidificare il sangue (Coumadin, Sintrom, acido acetil-salicilico o aspirina, ticlopidina, clopidogrel, ecc.) o  per controllare il diabete (Insulina, ipoglicemizzanti orali). L’autore conclude che la soluzione per ridurre queste reazioni consiste innanzitutto nel dare ai pazienti e a chi li assiste  un’informazione completa,  garantire agli stessi  una sorveglianza più attenta  con controlli più frequenti da parte del curante e infine , ma non da ultimo,  un utilizzo più appropriato.
Per quest’ultimo aspetto oltre all’esperienza clinica è necessario far riferimento anche alle  guida disponibili. Anche qui però bisogna  stare attenti nella scelta di quale utilizzare,  perhè alcune sono poco obiettive. Per esempio, nel caso delle linee guida per una corretta alimentazione, un fatto è consultare quelle dell’Istituto Nazionale della Nutrizione, un altro  è consultare quelle elaborate dalla  Mc Donald. Tuttavia la verità non è sempre cosi netta, per cui si possono trovare, e questa è un’esperienza personale,  in un Mc Donald le linee Guida per una sana Alimentazione dell’Istituto Nazionale della Nutrizione sponsorizzate dal marchio in questione. Oppure, ritornando all’argomento, che affronterò  fra poco, trovare delle linee guida per la prevenzione dell’ictus sponsorizzate dalla Bayer, la casa farmaceutica che produce l’aspirina, un farmaco, che come vedremo  è tra i più utilizzati per la prevenzione dei disturbi cardio e cerebrovascolari e spesso anche in  modo improprio.
Nel corso della mia attività lavorativa ogni giorno incontro sempre più persone che per svariati motivi assumono impropriamente aspirina e molto tempo della visita lo spreco  per spiegar loro  il rischio a cui vanno  incontro assumendola in assenza di motivazioni valide. In linea con l'attività di prevenzione svolta da sempre dall'associazione, in occasione della celebrazione dei 15 anni della nascita di Alice, quale argomento di interesse e di discussione ho deciso di dedicare all'uso dell'aspirina questo intervento al fine di evitare inutili rischi.
Nelle diapositive che seguiranno, vi illustrerò, dopo una breve premessa storica e culturale,  le indicazioni generali, gli effetti collaterali, le controindicazioni e le indicazioni dell'aspirina nelle persone a richio o in quelle con storia di precedenti eventi vascolari maggiori , quali l’ictus cerebrale ischemico, il TIA, l’infarto miocardico e l'angioplastica coronarica.

Nelle diapositive che seguiranno vi illustrerò la storia dell’aspirina, le indicazioni generali, gli effetti collaterali, le controindicazioni, le indicazioni nel caso di precedenti eventi vascolari maggiori quali l’ictus cerebrale ischemico, il TIA, l’infarto miocardico e di angioplastica e stent coronarico.
La storia dell’aspirina, quella commerciale, è abbastanza controversa a causa delle motivbazioni.Per alcuni aspetti è un pò simile alle vicende della brevettazione dell’invenzione del telefono dove, solo dopo un secolo, finalmente è stato riconosciuto al nostro Meucci di aver brevettato, prima di Bell, il modello di telefono che noi oggi tutti conosciamo. mo.
Aspirina è il nome commerciale dell’acido acetil-salicilico, un prodotto sintetizzato a partire dall’acido salicilico. Questo è il principio attivo contenuto nella corteccia di salice (salix alba) o nei fiori di Olmaria (spirea olmaria), da qui anche il nome di acido spireico.
Le proprietà di questo principio sono conosciute da millenni e Ippocrate, il primo medico dell’era moderna, nel V secolo a.C. i rimedi per curare le febbri e i dolori. Probabilmente era già conosciuta anche prima e anche presso da altre culture. Anche altri medici e studiosi dell’epoca romana, tra cui Dioscoride, Plinio e Galeno, erano a conoscenza dell’efficacia degli estratti della corteccia di salice per curare le febbri e i dolori. Poi queste conoscenze, anche se vive nella cultura popolare, furono dimenticate. Il primo studio di efficacia sull’uomo degli estratti delle foglie e della corteccia del salice bianco fu condotto nel 1763 dal reverendo Edward Stone e i risultati furono presentati alla Royal Society di Londra. Poi per circa 40 fu nuovamente dimenticato.
Nel 1828 un chimico tedesco, J.A. Buchner, Professore di Farmacologia a Monaco, sperimento la salicilina. E da questo momento anche altri la usarono sotto forma di estratti. Nel 1876 furono clinicamente dimostrate le sue proprietà antireumatiche e riscoperti i suoi effetti analgesici e antipirettici.
Fu Hermann Kolb nel 1843 che ne identificò la struttura chimica e per primo lo sintetizzò in laboratorio.

L’acido salicilico era poco usato, perché molto amaro e Acido, nonché tossico per lo stomaco, effetti lievemente ridotti dalla sua trasformazione in sale sodico.
La storia commerciale dell’Aspirina inizia nel 1897, quando venne sintetizzata per la Prima volta da Felix Hoffmann. In realtà l’acido acetilsalicilico, che ne è il principio attivo, era già stato sintetizzato qualche anno prima in Francia da un chimico italiano, Raffaele Piria, emigrato in Francia dalla Sicilia che aveva dato anche il nome al principio attivo acide salicylique.
Felix Hoffmann, un giovane chimico tedesco, che lavorava per Friedreich Mayer, quando sintetizzò l’ac. Acetil-Salicilico, era alla ricerca di un derivato meno tossico da usare per curare suo papà, che era affetto da artrite. Dopo averlo sperimentato negli animali per verificarne la tossicità, insieme con Heinrich Dreser, farmacologo, il 23 Gennaio 1899 fu scelto il nome di Aspirin e fu brevettato dalla Bayer.Divenne in pochi anni e per più di un secolo il farmaco più diffuso e venduto nel mondo.
Il nome aspirina infatti deriva da:
A = Acetile; Spir = Spireico; Ina = suffisso usato all’epoca per i farmaci. Secondo altri deriverebbe da San Aspirino, vescovo di Napoli, e protettore del mal di testa.

Controindicazioni dell’aspirina: Gastrite, Ulcera gastro-duodenale, Ernia jatale, Gravi difetti della coagulazione Bambini < i 16 anni: Sdr di Reye, Gravidanza, Ipersensibilità, Allergia ai FANS, Asma Favismo, Gotta, iperuricemia, Insufficienza renalee Interventi chirurgici.

Effetti collaterali – Eventi avversi dell’aspirina:  Bruciori, Pirosi gastrica; Dolori addominali; Gastrite, ulcera, ulcera perforata, ecc. Acufeni e ronzii auricolari; Prurito, Asma, Gotta,Prolungamento del tempo di sanguinamento Emorragie in vari distretti (cerebrale, intestinale, urinaria).

Indicazioni dell’aspirina come analgesico e anti-infiammatorio: Sintomi dell’Influenza , Sintomi da Raffreddore, Mal di Testa, Mal di Schiena, Dolori Reumatici, Dolori Muscolari

Proprietà non ancora confermate da altri studi. Secondo alcuni autori, 75 mg al giorno di aspirina riducono il rischio di morte per cancro del 20 per cento nei seguenti tumori:
per i tumori all'intestino del 40 per cento;
per quelli ai polmoni del 30 per cento;
per i tumori alla prostata del 10 per cento;
per l'esofago del 60 per cento.


Indicazioni dell’aspirina come antiaggregante o fluidificante del sangue:

Prevenzione della trombosi coronarica dopo infarto del miocardio in pazienti con angina pectoris instabile, angina stabile cronica ed in pazienti con fattori di rischio multipli.
Profilassi degli eventi ischemici occlusivi in pazienti con attacchi ischemici transitori (TIA) e dopo ictus cerebrale.
Prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici, e nell'angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA).

Uso dell’aspirina in Prevenzione in Prevenzione secondaria.
Cioè in persone che hanno già presentato un evento vascolare maggiore e in cui il rischio di ricaduta è molto alto:
Riduzione del rischio dal 20-25% in diversi studi al dosaggio compreso tra i 75 e i 300 mg al giorno. Rischio di gravi emorragie (cerebrale, gastrica) dal 2-4% all’anno.

Uso dell’aspirina in Prevenzione primaria.

Ovvero in persone che non ancora avuto eventi vascolari importanti, come ictus, infarto o TIA.

Benefici. Le nuove evidenze disponibili in letteratura dimostrano che l’aspirina riduce il numero di infarti del miocardio negli uomini e degli ictus ischemici nelle donne. L’aspirina non sembra, invece, associarsi ad una riduzione della mortalità da tutte le cause in entrambi i sessi.

Rischi. L’uso di aspirina in prevenzione primaria aumenta il rischio di eventi emorragici maggiori, soprattutto di emorragie gastrointestinali, sia nelle donne che negli uomini. Inoltre, gli uomini sono più a rischio di manifestare emorragia cerebrale, mentre per le donne questo rischio non sembra aumentare.
Il rischio di emorragie gastrointestinali potrebbe modificarsi in pazienti trattati con inibitori di pompa protonica, ma il loro ruolo in questi pazienti non è stato valutato in questa revisione.

In conclusione, l’uso dell’aspirina nella prevenzione primaria dell’infarto e dell’ictus fornisce probabilmente più benefici che rischi negli uomini ad aumentato rischio di infarto del miocardio e nelle donne ad aumentato rischio di ictus o stroke ischemico.
Le linee guida dell’U.S. Preventive Services Task Force in base ad uno studio di metanalisi pubblicato su Ann Intern Med del 2009, raccomanda l’uso dell’aspirina in prevenzione primaria, quando i potenziali benefici superano i rischi di emorragie gastrointestinali e cioè:
negli uomini tra 45 e 79 anni ad aumentato rischio di infarto del miocardio; nelle donne tra 55 e 79 anni ad aumentato rischio di ictus ischemico.
Le evidenze sono invece insufficienti per valutare il rapporto rischio/beneficio in soggetti > 80 anni.
Non viene incoraggiato l’impiego dell’aspirina nelle donne con <55 anni e negli uomini con <45 anni.

Conclusioni. Dopo i 45 anni per gli uomini e 55 anni per le donne se il rischio di infarto o ictus, calcolato con le carte del progetto Cuore o di Framingham, è perlomeno maggiore di 6-10% a 10 anni, tenuto conto che il rischio di gravi emorragie è: cerebrale da 0 a 2%, intestinale dal 2-4% all’anno.

Considerazioni. Molti di noi spesso rischiano salute inutilmente perché non sono consapevoli del rischio a cui vanno incontro. Un po’ come gli emigrati italiani che agli inizi del novecento lavoravano alla costruzione dei grattacieli di New York, che restavano sospesi nel vuoto senza alcuna protezione.Frequentemente si scopre un rischio troppo tardi, cioè nel momento in cui si manifesta l’evento irreparabile. Nelle due immagini un esempio di scarsa prevenzione e nell’altro di prevenzione tardiva.Un po’ più di informazione e sensibilizzazione sui fattori di rischio, come fa la nostra associazione da anni, sicuramente non annulla, ma può ridurre significativamente l’impatto di queste malattia.
Bisognerebbe tornare un po’ indietro nel tempo quando la prevenzione iniziava già a scuola, perché le abitudini alimentari e gli stili di vita scorretti sono difficili da modificare in età adulta. D’altra parte non si chiede di fare chissà quali sforzi: un’alimentazione più sana, preferendo verdura, ortaggi, frutta e cereali; un po’ di attività fisica; poco sale; eliminazione del fumo, controllare di tanto in tanto, senza esserne succubi, la pressione arteriosa e il colesterolo.
Questo numero, che non è un numero verde gratuito, quindi non telefonate perché forse non vi risponderà nessuno, per chi non avesse buona memoria può aiutare a ricordare le poche regole auree per prevenire non solo l’ictus ma i tumori e restare in salute e morire, come direbbe il famoso antropologo Ashley Montagu, sani a cent’anni.

Numero della Prevenzione 0530/13080200

0 fumo
5 porzioni al giorno tra cereali, legumi, ortaggi e frutta
30 minuti di attività fisica almeno 2 volte a settimana
130 di pressione sistolica
80 pressione diastolica
200 colesterolo

Se non ci si attiene a queste poche regole, non solo aumentano le probabilità di andare incontro a eventi vascolari spiacevoli, ma aumenta anche il rischio di medicalizzazione dell’individuo. Si andrà sempre di più alla ricerca del rimedio farmacologico anche per condizioni fisiologiche, e quindi oltre al rischio di ictus e infarto, aumenterà anche quello di eventi avversi da farmaci.






Celebrati i 15 anni della nascita di Alice

Venerdì 11 maggio presso la Cittadella dei Giovani, alla presenza delle autorità politiche cittadine e regionali, e del presidente nazionale di Alice Italia, sono stati celebrati i 15 anni di attività di Alice. Il fondatore, dr. Giuseppe D'Alessandro, neurologo dell'Ospedale di Aosta, ha ripercorso le tappe più importanti effettuate in questo intervallo di tempo. Quindici anni di sacrifici, ha detto il dr. D'Alessandro, di impegni, incontri, convocazioni, riunioni, inziative, manifestazioni. Molto tempo sottratto alla famiglia, al lavoro e al tempo libero. Risvolti lavorativi con penalizzazioni di avanzamento professionale per il successo ottenuto. Si è vero, quindici anni di duro lavoro e anche di amarezze, ma a fianco dei pazienti, dei familiari, dei soci, dei sostenitori, dei medici impegnati nella cura dell'ictus in tutta Italia e tanti altri che si sono avvicinati in qualche modo Quindici anni che ha detto "rifarei senza cambiare nulla, perchè le gratificazioni e le riconoscenze che ho avuto da tante persone, non potrei in alcun modo ottenerle anche perfezionando al meglio il percorso svolto". La signora Zani Lorella, attuale presidente dell'associazione Alice VDA, prendendo la parola, ha rivolto un saluto di benvenuto al nuovo Presidente Nazionale di Alice Italia, ing. Binelli Paolo, una persona che, sebbene da poco alla guida dell'associazione, si è già dimostrata una figura valida, capace e motivata. Al presidente sono andati inoltre gli auguri di un lavoro proficuo per il suo nuovo incarico. Un saluto di benevenuto alla dr.ssa Nicoletta Reale, attuale segretaria di Alice, sin dai primi anni della sua costituzione a fianco e sostenitrice dell'associazione. Un saluto particolare al Dr. Bonatto Giuseppe, presidente storico di Alice Cuneo, uno dei primi sostenitori di Alice Italia, e al Presidente della neo federazione Alice Piemonte. Il Presidente Binelli, ringraziando il dr. D'Alessandro per il lavoro svolto in questi, ha voluto, in presenza del Sindaco di Aosta, Bruno Giordano, e del vice-presidente del Consiglio André Lanièce, consegnare una targhetta di riconoscimento da parte di tutti i rappresentanti di Alice


(nella foto, da sinistra verso destra, la signora Zani, il dr. Giuseppe D'Alessandro e l'ing. Paolo Binelli.

 
Un'altra targhetta è stata consegnata al dr. D'Alessandro dalla signora Zani a testimonianza della riconoscenza dei pazienti e dei familiari.
Anche Bonatto ha voluto testimoniare la sua partecipazione consegnando al dr. Giuseppe D'Alessandro un assaggio di formaggio Castelmagno, un simbolo prestigioso e rinomato della sua città .

D'Alessandro e Binelli col Castelmagno











Sono stati poi consegnati dal Sindaco di Aosta e dal vice-presidente del consiglio regionale gli attestati di merito per l'attività di volontariato svolta a favore di Alice VDA a: Canepa Alberto, Favario Guido, Bacchieri Cortesi Marco, Simone Carla, Chastres Sandra; e gli attestati di fedeltà per il costante sostegno all'associazione Alice VDA a: Rigo Sergio, Chiuccurlotto Giuseppina, Gal Mario Stelio, Castiglione Carla, Bizel Liliana, Berlangieri Giuliana, Angela Carcereri, Blanc Bruna, Tropiano Rosina. Inoltre, in occasione della celebrazione, il dr. D'Alessandro ha illustrato le proprietà dell'Aspirina, un farmaco impiegato per la prevenzione dell'Ictus, e gli inconvenienti se utilizzato in modo in modo improprio. (In un prossimo post sarà trattato per grosse linee questo interessante argomento. In chiusura dei lavori e prima dell'aperitivo, la presidente signora Zani nel ringraziare tutti ha voluto ricordare il ritorno della manifestazione di "Una ciliegia per Alice" . Sabato 26 maggio 8.30-13.30 raccolta fondi, misurazione pressione arteriosa, screening fibrillazione atriale, principale causa di ictus cerebrale di origine cardioembolica, con offerta ciliegie presso Gros Cidac e Piazza Chanoux. Alice è stata fondata ad Aosta nel 1997 dal dr. Giuseppe D'Alessandro neurologo della SC di Neurologia dell'Ospedale di Aosta. Attualmente Alice è una federazione nazionale con sede a Roma ed è presente in tutte le regioni d'Italia e con sedi in oltre 100 città italiane.

Altre foto della manifestazione.


Illustrazione delle qualità del Castelmagno

Intervento Zani e Binelli



Brindisi; a sinistra: D'Alessandro; centro: Binelli; a destra: Laniece





Torna "Una ciliegia per Alice"

Anche quest'anno, visto il successo della precente manifestazione, l'associazione organizza "Una ciliegia per Alice". Sabato 26 Maggio i volontari di Alice saranno presenti al Supermercato Gros Cidac e in Piazza Chanoux di Aosta per offrire in cambio di un'offerta volontaria un cestino di gustosissime e sane ciliegie. Sarà possibile inoltre misurare gratuitamente la pressione arteriosa e nello stesso tempo valutare la presenza di fibrillazione atriale, un'aritmia molto frequente dopo i 60 anni e frequente causa di ictus ischemico.

Dopo un ictus ischemico si può tornare a giocare a calcio?


Intervista del dr. Giuseppe D'Alessandro, Neurologo, Dirigente Medico della SC di Neurologia dell'Ospedale Parini di Aosta, Responsabile SS Neurologia Territoriale dell'AUSL della Valle d'Aosta, Fondatore di Alice Ictus e Past Presidente di Alice Italia.
La risposta potrebbe essere si. Spesso l'ictus si risolve spontaneamente senza lasciare esiti, per fortuna. Naturalmente dipende dal tipo di ictus e dall'entità del danno.
L'ictus emorragico, frequentemente dovuto alla rottura di un aneurisma cerebrale congenito, da qui il termine di emorragia subarcanoidea, è la forma di ictus più frequente nelle giovanni donne. Superata la fase acuta e i postumi dell'intervento, se non sono sopraggiunte complicanze ischemiche da vasospasmo può consentire il ritorno ad una vita sociale e lavorativa normali. Difficile in questo caso riprendere un'attività agonistica.
Nel caso dell'ictus ischemico, quali sono le probabilità di recupero? Anche qui dipende dalla sede cerebrale colpita, dall'estensione del danno e dalla tempestività dell'intervento. La RM encefalica in fase acuta e a distanza può dare delle informazioni preziose che, naturalmente, vanno valutate in relazione anche ai dati clinici. Se ad essere interessato è una grossa arteria cerebrale oppure l'area cerebrale deputata al controllo del movimento, le probabilità sono basse. In questo caso se si interviene con una terapia trombolitica in fase precoce si spuò limitare il danno e quindi aumentare le probabilità di un buon recupero.
Ma nel caso di Cassano? Probabilmente sì, anche se bisognerebbe avere più dati a disposizione. Probabilmente sì è trattato di un ischemia cerebrale nel territorio meno interessato di solito da un ictus, cioè quello vertebro basilare. Spesso si tratta di ischemie transitorie che non lasciano conseguenze. La RM encefalica se è negativa aumenta le probabilità di una rapida guarigione e di un ritorno alla vita normale.
Com'è possibile che uno sportivo e giovane possa aver un ictus ischemico? Come dicevo, anche se l'ictus è una malattia dell'età avanzata, può manifestarsi a qualsiasi età. Nei casi giovanili, cioè quelli che si manifestano tra i 15 e i 45 anni, la casua più frequente nei maschi è una cardiopatia congenita lieve. In questi casi è frequente il riscontro infatti della Pervietà del Forame Ovale, "un piccolo buchino" che fa comunicare le due camere atriali e che normalmente si chiude nei primi anni di vita. Oltre a cause congenite o a disturbi della coagulazione che predispoongono alla trombosi, vi sono anche cause traumatiche. Un trauma cervicale, da incidente automobilistico o sportivo, come potrebbe essersi verificato di recente nel caso di che ha interessato Davide, un campione di kick boxing, può comportare uno slaminamento della parete della carotide a livello cervicale o della vertebrale, un altro vaso che porta il sangue al cervello, e determinarne la chiusura e quindi il mancato arrivo del sangue e dell'ossigeno in un'area cerebrale.
Si può prevenire l'ictus giovanile? lA RISPOSTA E'SI. In molti casi si possono fare delle indagini approfondite e nello specifico nelle persone a rischio. Negli ultimi anni, l'Associazioen Alie, oltre a continuare l'attività istituzionale di screening rivolta alle persone adulte a rischio, cioè quelle ipertese, diabetiche, cardiopatiche, ecc. ha iniziato un'attività di informazione e sensibilizzazione per la prevenzione dell'ictus giovanile. Le persone più a rischio sono le giovani donne che sono affette da una forma di emicrania, il tipo con aura, che assumono contraccettivi orali a base di estrogeni e che fumano. In questi casi se sono presenti anche ipertensione arteriosa e obesità il rischio di andare incontro ad un evento trombotico cerebrale arriva fino al 20% all'anno. In qualità di fondatore dell'associazione Alice e di medico neurologo, mi sono fatto portatore, al fine di richiamare l'attenzionme delle giovani generazioni sul problema, anche di questa problematica creando due sezioni dell'associazione: Alice Donna e Alice Cefalea.
Ritornando al problema specifico, ritengo che tutti gli sportivi, che effettuano attività agonistica o sport impegnativi, considerata la disponibilità delle metodiche a disposizione, dovrebbero, prima di iniziare qualsiasi attività, sottoporsi oltre alle normali visite ed indagini, anche a RM encefalica, angio RM, ecocardiogramma transesofageo o a doppler transcranico al fine di individuare le cause cardiache e cerebrali più rare di ictus ischemico.

Cassano. Che cos'è l'Ictus Ischemico.

Gli eventi delle ultime ore, inevitabilmente mi portano a fare delle considerazioni sull'argomento in questione. Innanzitutto voglio esprimere, al di là della causa che ne ha determinato il ricovero, per la simpatia e il talento indiscutibili, gli auguri di una rapida guarigione e di un immediato ritorno in famiglia e in campo ad Antonio Cassano, forse il calciatore più amato d'Italia.
L'ictus giovanile, cioè quello che si manifesta tra i 15 e i 45 anni, non è un evenienza rara, poichè rappresenta il 5% di tutti i casi di ictus. Quindi una malattia relativamente molto frequente tra i giovani , se si considera che ogni anno in Italia colpisce circa 200 mila persone e che le persone affette sono circa un milione: 50 mila circa sarebbero i giovani affetti da ictus cerebrale in Italia. Più o meno lo stesso numero delle persone colpite da sclerosi multipla, un'altra malattia neurologica che interessa i giovani e nello specifico in prev alenza le donne. Al contrario di quello che si pensa, l'ictus cerebrale anche se si manifesta prevalentemente dopo i 65 anni, non colpisce solo gli anziani, ma può manifestarsi in tutte le età della vita.
L'ictus è un deficit neurologico che fa seguito ad un danno cerebrale causato da un disturbo circolatorio, Se ne conoscono due tipi: quello emorragico e quello ischemico. Il primo, a questa età più frequente nelle donne, detto emorragia cerebrale, è causato dalla rottura di un'arteria cerebrale, il secondo dalla chiusura o ostruzione di un vaso che porta il sangue al cervello. Diverse sono le cause dell'ictus ischemico giovanile. Oltre a quelle classiche, tipo ipertensione, diabete, colesterolo elevato, meno frequenti a questa età, diverse sono le cause di un ictus giovanile. A volte da sole o in associazione. Nel caso del sesso femminile la storia di un'emicrania, soprattutto quella con aura e se associata al fumo o all'assunzione di pillola contraccettiva. Oppure ad un disturbo congenito della coagulazione. In altri casi può trattarsi di una cardiopatia dovuta a piccoli difetti congeniti, come la pervietà del forame ovale o ad un aneurisma del setto interatriale. Altre volte, anche se rare, può trattarsi di una slaminamento traumatico o spontaneo di un'arteria che porta il sangue al cervello. In altre parole di una chisura del vaso. La diagnosi viene posta sulla base dei dati clinici e degli accertamenti, sia del sangue che strumentali. La TAC e la risonanza magnetica cerebrale sono fondamentali per stabilire il tipo di ictus, la sede e l'estensione del danno. L'angio TAC o RM insieme con l'ecocardiogramma, il doppler tanscranico e i test della coagulazione spesso consentono di arrivare a individuarne la causa che, in oltre il 30%, può restare peraltro sconosciuta.
La prognosi dipende dal tipo di ictus e dall'estensione del danno. Sicuramente più grave quello emorragico, anche se attualmente le tecniche chirugiche e l'assistenza medica hanno di molto migliorato la sopravvivenza. Nal caso di quello ischemico in molti casi si può effettuare,se non sono trascorse più di 5-6 ore, una terapia trombolitica, che ripristina la circolazione arteriosa scioglendo i coaguli che hanno determinato l'evento. Ad ogni modo la riabilitazione se iniziata tempestivamente può favorire un buon recupero motorio e non solo.
Da quasi 15 anni l'associazione Alice si occupa oltre che di sostegno ai pazienti e ai loro familiari, di prevenzione, sensibilizzazione e informazione delle persone a rischio.
Per informazioni:
Dr. Giuseppe D'Alessandro
Neurologo e fondatore Alice

Alice Valle d'Aosta aderisce alla VII edizione della giornata mondiale contro l'Ictus cerebrale


Alice VDA Onlus aderisce alla VII giornata mondiale dell'ictus cerebrale proclamata dalla WSO per sabato 29 Ottobre 2011. Per l'occasione l'associazione ha organizzato una giornata di sensibilizzazione e di raccolta fondi per Domenica 6 Novembre p.v. I volontari di Alice saranno presenti in piazza Chanoux dalle 8.30 alle 13.30 con una tenda messa a disposizione dall'ANA (Associazione Nazionale Alpini). Le persone interessate potranno essere sottoposte a misurazione gratuita della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale, due condizioni tra le principali cause di ictus cerebrale. La fibrillazione atriale è una aritmia cardiaca molto frequente nella popolazione generale dopo i 60 anni (oltre il 10 della popolazione ne è affetta dopo gli 80 anni) ed è la principale causa di ictus cerebrale dovuto ad embolia. Il rischio di aver un'embolia è legato all'età e alla presenza di altri fattori tra cui l'ipentesione e può arrivare an che fino al 10% annuo. E' molto importante riconoscere questa aritmia non solo perchè nelle persone che ne sono affette il rischio è alto, ma sooprattutto perchè è disponibile una terapia anticoagulante che riduce tale rischio fin quasi all'80%. Tra l'altro, agli inizi del 2012, è già presente per altre indicazioni, dovrebbe ottenere l'autorizzazione ministeriale e quindi il rimborso da parte del SSN un un uovo farmaco anticoagulante che non richiederà più, a differenza di quelli usati attualmente, quali il Sintrom e il Coumadin, il controllo periodico dei valori della coagulazione. Questa semplificazione migliorerà ulteriormente la qualità della vita delle persone e favorirà l'uso del farmaco perchè più facile da utilizzare.
La presenza in piazza sarà per coloro i quali vogliono sostenere le attività svolte dall'associazione l'occasione per donare 5 euro in cambio di un sacchetto di buone castagne valdostane. Il ricavato sarà utilizzato per acquistare un ecografo e quindi per consentire ad Alice di continuare le attività di screening svolte durante le giornate annuali di sensibilizzazione e di ripetere altri progetti di screening quali il PRIA (Prevenzione Ictus Aosta) e ERICe (Emicrania e rischio di Ictus cerebrale). Un progetto quest'ultimo, fortemente voluto dal dr. Giuseppe D'Alessandro, neurologo e fondatore di Alice e sostenuto dalle sezioni Alice Donna e Alice cefalea, per richiamare l'attenzione sulle cause dell'Ictus Giovanile.


Presidente Alice: Sig. ra Lorella Zani
Refente scientifico: Dr. Giuseppe D'Alessandro

Una ciliegia per Alice


Il 14 Maggio 2011 ti aspettiamo in piazza Chanoux e in piazza Arco d’Augusto di Aosta.
In cambio di un piccolo contributo potrai avere un gustoso cestino di ciliegie!!!!! e contribuire a sostenere l'associazione Alice nelle attività di sensibilizzazione e informazione sulla prevenzione dell'ictus cerebrale.
Questo frutto è ricco di vitamine, potassio, fosforo, ferro,sodio e magnesio. Contiene levulosio, uno zucchero che non è controindicato per i diabetici.. Ha proprietà antiossidanti che aiutano a combattere l’invecchiamento delle cellule contrastando l’accumulo di radicali liberi. Inoltre aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo.