Nomination per il dottor Giuseppe D’Alessandro al XL Congresso Nazionale della Società dei Neurologi Italiani.

Nomination per il dottor Giuseppe D’Alessandro al XL Congresso Nazionale della Società dei Neurologi Italiani.
Grande risultato per il dottor Giuseppe D’Alessandro al XL Congresso Nazionale della SIN (Società dei Neurologi Italiani) svoltosi in questi giorni a Padova dove, oltre ad essere stato invitato per presentare i risultati di un'altra indagine condotta in Valle d’Aosta sulla prevalenza dell’ictus cerebrale e la disabilità ad esso conseguente, studio tra l'altro pubblicato sulla rivista internazionale “Neurological Science”, il neurologo valdostano ha anche portato un poster sui risultati dell’indagine PRIA: Prevenzione dell’Ictus cerebrale nella città di Aosta. Anche in questo caso si è trattato di uno studio promosso da ALICE, l’associazione di volontariato contro l’Ictus Cerebrale (ndr associazione ideata e fondata da D’Alessandro nel 1997 e attualmente realtà nazionale con sede in 18 regioni italiane) e che ha visto inoltre la collaborazione dell’assessorato alle politiche sociali del comune di Aosta e ha ottenuto un contributo dell’assessorato alla sanità della regione Valle d’Aosta. L’indagine, svoltasi nel corso del 2008 ha riguardato 2263 cittadini residenti nel comune di Aosta, ha rilevato, come già illustrato nel corso di una conferenza stampa tenutasi qualche mese fa ad Aosta, che nella nostra città, rispetto ai dati nazionali, vi è un buon controllo dei fattori di rischio vascolare e in particolare dell’ipertensione arteriosa, e che circa il 10% di soggetti indagati è ad alto rischio di ictus cerebrale.
“Sentire pronunciare il proprio nome, il titolo dello studio e la città di provenienza, in una sala affollata da circa 1500 neurologici universitari e ospedalieri provenienti da tutta Italia è stata un’emozione indescrivibile”. Per il nostro neurologo non è certo la prima occasione essendo stato relatore a diversi congressi nazionali e internazionali, non solo su studi scientifici, ma anche come rappresentante italiano dell’associazione Alice. “Mi ritengo molto soddisfatto dei riconoscimenti conseguiti in questi anni in Italia, sia da parte di colleghi neurologi qualificati che da parte di cittadini e familiari colpiti da ictus. Agli attestati nazionali, preferirei tuttavia il riconoscimento in Valle d’Aosta delle mie competenze nel campo dell’assistenza all’ictus cerebrale e la possibilità di poter aiutare come medico competente le persone colpite da ictus cerebrale. Evidentemente al momento questo non è possibile”.
Progetti APPI e Censis
ANSA Valle d'Aosta
Data: 10/11/2009
18:03 SANITA': ALICE,
PROGETTO ASSISTENZA PSICOLOGICA POST ICTUS(ANSA) - AOSTA, 10 NOV - E' partito da qualche giorno il progetto di assistenza psicologica nel post ictus (Appi) - in collaborazione tra l'associazione regionale per la lotta alla patologia Alice e la psicologa Nadia Pochintesta - per "migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari con l'obiettivo di non vanificare i risultati terapeutici acquisiti". L'ictus cerebrale in Valle d'Aosta colpisce ogni anno circa 400 persone. Lo ha sottolineato il presidente di Alice, Giuseppe D'Alessandro, nel presentare l'iniziativa. "La patologia cambia la vita in modo radicale - ha spiegato Nadia Pochintesta - ed è difficile, per chi è stato colpito da ictus e chi gli sta vicino, accettare la nuova situazione e interviene la depressione, che colpisce fino al 50% dei pazienti con importanti ripercussioni sul decorso della malattia e sul recupero funzionale". Il sostegno psicologico prevede la presa in carico dei pazienti, l'elaborazione di un progetto di intervento individualizzato o di gruppo e il counseling per i familiari.
Il presidente di Alice ha poi lanciato una seconda iniziativa: Censis, progetto nazionale che si propone, attraverso la compilazione di un questionario (ne saranno inviati trenta ad Aosta), di valutare l'impatto della malattia anche in termini di costi per la società. (ANSA).
Giornata Mondiale Contro l'Ictus V edizione

Alice Ictus VdA aderisce alla V edizione della Giornata Mondiale contro l'Ictus (World Stroke Day) promulgata dall'Organizzazione Mondiale contro l'Ictus (World Stroke Organization). Il tema di quest'anno è "Che cosa Io posso fare per l'Ictus? (Stroke, What can I do ?)"Giovedì 29 Ottobre la sede dell'associazione (regione Tzamberlet Corso Lancieri 15K Aosta) resterà aperta dalle ore 15 alle ore 18. Saranno distribuiti opuscoli informatvi sulla prevenzione e cura dell'Ictus, oltre a questionari per valutare il rischio di sviluppare un Ictus. Alle persone che risulteranno a rischio e che non abbiano mai eseguito l'esame in precedenza sarà effettuato sabato 31 Ottobre un ecodoppler carotideo. Per maggiori informazioni telefonare allo 0165-231937 (martedì-giovedì dalle ore 17.00 alle ore 18.00).
Domande ricorrenti sull’ictus cerebrale.
La domanda più frequente che i visitatori del nostro blog ci pongono è "Mio padre ( ma potrebbe essere anche mia madre o il nonno, mio fratello piuttosto che mia sorella) ha avuto un ictus: a chi posso rivolgermi perché sia curato in modo adeguato? A seguire poi altre domande quali: "Ci sono in Italia dei centri specializzati dove si cura l’ictus? E se si, dove sono e come fare per essere ricoverati?"
Cercherò di rispondere in modo esaustivo a queste domande, anche perchè sono gli interrogativi che molti si pongono soprattutto nei momenti più drammatici della fase acuta.
Riguardo alla prima domanda, la risposta è molto semplice. In presenza di sintomi specifici di ictus, quali paresi o disturbi del linguaggio, bisogna chiamare immediatamente il 118 e condurre il familiare in ospedale. Qui, dopo una valutazione clinica e strumentale, se la diagnosi di ictus o infarto cerebrale è confermata il paziente viene ricoverato in una Unità Ictus o Stroke Unit e se questa struttura non è presente in un reparto con competenze nella cura e diagnosi dell'ictus cerebrale. Se non sono trascorse più di 3-5 ore dall’inizio dei disturbi, non vi sono controindicazioni e le dimensioni presunte dell’infarto sono contenute si può pensare di iniziare una terapia trombolitica, cioè di somministrare un farmaco che sciogliendo il "coagulo" faciliti il ripristino della circolazione nell’area cerebrale interessata dall’ischemia o dall’infarto. Non necessariamente il paziente deve essere ricoverato in una struttura ultraspecialistica. La cosa più importante è che in quella struttura ci sia personale competente, in grado di prendersi carico del paziente è mettere in atto tutte quelle strategie che servono ad evitare un peggioramento del deficit neurologico o la comparsa di complicanze. Durante il ricovero proseguono gli accertamenti per stabilire la causa che ha causato all’ictus. In genere si tratta di malattie cardiache o di restringimento delle carotidi. Individuare con precisione la causa ha originato l'ictus è importante poi in un secondo momento per iniziare una terapia preventiva ed evitare così che l'ictus si ripeta. Superata la fase acuta si procede all’elaborazione di un programma riabilitativo. Questa è una fase molto importante ai fini del recupero funzionale. E’ da precisare che prima viene effettuata una valutazione neuroriabilitativa tanto maggiori sono le probabilità di recupero. In tutto questo bisogna comunque tener conto sempre dell’entità del danno cerebrale, dell’età del paziente e delle condizioni di salute precedenti l’ictus. Non trascurabile è la valutazione psicologica: fino al 50% delle persone colpite da ictus presenta un depressione del tono dell'umore. Saper riconoscere e trattare questo aspetto è importante ai fini del recupero.
Passando alla seconda domanda, c’è da dire che ogni ospedale ha, o dovrebbe avere, una struttura riabilitativa o in assenza un centro di riferimento provinciale o regionale. Esistono comunque diverse strutture specialistiche adibite a questo scopo.
Quali sono queste strutture e dove sono? E’ un po’ difficile rispondere a questa domanda, perché si correrebbe il rischio di menzionare alcune e trascurane altre. In linea generale, di solito sono gli IRCCS (Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico) o le Fondazioni Maugeri, che sono specializzate in questo tipo di attività. Tuttavia, per fortuna, in ogni regione esistono, con orientamenti più o meno specifici, centri di eccellenza. Per questo si possono consultare diversi siti, tra cui quello del Ministero della Salute (
http://www.ministerosalute.it/ ) alla voce Indirizzi Utili, sezione TrovaSalute, dove sono disponibili per regione o provincia tutti gli indirizzi e i numeri di telefono utili per chiedere informazioni sul tipo di riabilitazione e sulle modalità di accesso alle strutture.
Nella speranza di essere stato utile a qualche familiare o paziente, resto a disposizione e invito coloro i quali hanno domande più specifiche di formularle mediante e-mail.
Giuseppe D'Alessandro
Vi ricordo sempre che potete contribuire a sostenere l'attività dell'associazione mediante versamento su Conto Corrente Bancario (IBAN IT26 N030 6901 2051 0000 0114 630 Banca Intesa San Paolo Aosta) o postale (n. 112 72 119) intestato ad A.L.L.Ce. Associazione Lotta Ictus Cerebrale.
Avviso ai lettori
Cari Amici,come avrete notato, questo blog nasce dall'esigenza di informare i soci di Alice Valle d'Aosta su nuove iniziative e progetti. E' una specie di diario su cui di tanto in tanto, tempo permettendo, annotiamo gli aspetti che noi riteniamo più utili e importanti per gli iscritti.Spesso giungono al nostro indirizzo di posta elettronica richieste da altre città e regioni di aiuto e di informazioni terapeutiche direttamente da persone colpite da ictus o dai loro familiari a cui noi purtroppo non possiamo rispondere, considerato anche che si tratta di domande specifiche di tipo medico e quindi molto delicate visto il complesso problema dell'ictus.Vi preghiamo pertanto, al fine di evitare speranze e attese inutili, di non inviare richieste in tal senso. Anche perchè a causa di impegni lavorativi e professionali nonchè familiari non sempre possiamo leggere la posta in tempo reale.
Per donare
Prima di tutto grazie per aver deciso di sostenere la nostra attività e il nostro lavoro. Il tuo contributo ci aiuterà a sostenere le persone colpite da ictus cerebrale e i loro familiari in tutta Italia e migliorare col nostro lavoro la loro qualità della vita.
Alice opera nell’ambito socio-sanitario, con particolare riferimento alle fasce di bisogno sociale rappresentate da persone colpite da ictus cerebrale e loro familiari (o da soggetti a rischio di ictus, cioè persone affette da una o più delle condizioni seguenti: ipertensione arteriosa, diabete mellito, dislipidemia, emicrania, cardiopatie emboligene e aritmiche, malattie autoimmuni ed ereditarie con componente vasculopatica e coagulopatica, vasculopatie periferiche e cerebrali, fumo, sindrome metabolica) mediante interventi rivolti a soggetti di qualsiasi età e senza distinzione di sesso o di provenienza geografica, con lo scopo di migliorarne la qualità della vita qualora la malattia si sia già manifestata o di impedirne l’insorgenza nelle persone a rischio.
Per il raggiungimento dei propri scopi, l’organizzazione intende svolgere le seguenti attività di:
tutela e difesa dei diritti delle persone colpite da ictus cerebrale e dei loro familiari;
sostegno a tutte le iniziative rivolte a promuovere il recupero funzionale conseguente alla malattia al fine di ridurne la disabilità fisica, psichica e comunicativa, anche attraverso il ricorso e la retribuzione di professionisti o strutture sanitarie accreditate competenti, mirato anche a singoli pazienti con particolari difficoltà economiche;
informazione e sensibilizzazione delle persone a rischio e della popolazione generale al fine di migliorare la conoscenza, la consapevolezza del rischio di ictus cerebrale e l’assistenza alle persone colpite da ictus cerebrale;
collaborazione con tutte le figure professionali interessate, le istituzioni e gli addetti alla programmazione sanitaria;
raccolta fondi per finanziare singole iniziative comprese nelle finalità dell’associazione o in generale l’attività stessa dell’associazione; può essere prevista in questo contesto la realizzazione di strutture semiresidenziali finalizzate al recupero funzionale o alla prevenzione della malattia da realizzare in primis sul territorio regionale;
prevenzione dell’ictus cerebrale mediante campagne di screening;
formazione e aggiornamento degli operatori sanitari addetti all’assistenza e alla cura e diagnosi dell’ictus mediante l’organizzazione di convegni e congressi scientifici sulle novità terapeutiche e diagnostiche della malattia;
ricerca sulle cause e sulle cure dell’ictus cerebrale;
pubblicazione a stampa di una rivista o di un giornale dell’associazione o di opuscoli informativi contenenti notizie sulla prevenzione e cura della malattia; in questo contesto è prevista anche la realizzazione di un sito internet specifico;
formazione di gruppi di mutuo-auto-aiuto costituiti da pazienti e familiari con la supervisione di professionisti;
collaborazione con altre associazioni di volontariato regionali, nazionali ed internazionali aventi scopi simili;
coordinamento e di indirizzo di eventuali altre associazioni simili presenti sul territorio nazionale
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Progetto Pria - Prevenzione dell’ictus nella città di Aosta
INTRODUZIONE. Il progetto PRIA, Prevenzione dell’Ictus cerebrale nel comune di Aosta, è uno studio promosso dall’associazione di volontariato ALICE VDA nell’ambito delle attività istituzionali di informazione, educazione e sensibilizzazione della popolazione alla prevenzione e cura dell’ictus cerebrale, in collaborazione con gli assessorati comunale e regionale alle politiche sociali e salute.
OBIETTIVO. L’obiettivo principale dello studio è di individuare le persone a rischio di accidenti vascolari cerebrali in previsione di un successivo programma di prevenzione primaria.
METODI. Per individuare le persone a rischio è stata utilizzata la carta del Rischio Cerebrovascolare Globale Assoluto (RCGA) elaborata dall’Istituto Superiore di Sanità. A tutti i 2263 residenti del Comune di Aosta tra i 65 e i 69 anni d’età sono stati inviati nel mese di Dicembre 2007 un invito di partecipazione e dei questionari strutturati sugli otto principali fattori di rischio vascolare necessari per il calcolo del punteggio individuale del RCGA: età, sesso, storia di diabete, abitudine al fumo di sigaretta, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia totale e HDLcolesterolemia, e uso regolare di terapia antipertensiva. Il questionario comprendeva inoltre domande su precedenti eventi vascolari maggiori, aritmie, effettuazione di ecodoppler carotideo e uso di terapie antitrombotiche. In questa analisi riportiamo i risultati relativi a 530 questionari analizzati dei 920 pervenuti al 31 Dicembre 2008. Di questi, 65 (12%) sono stati esclusi per precedenti eventi vascolari maggiori e 25 (4,5%) per incompletezza dei dati o per altre cause. Pertanto, l'analisi è stata condotta sui restanti 440 questionari ritenuti validi. Di seguito riportiamo quindi i risultati relativi alla distribuzione del rischio cerebrovascolare e alla frequenza dei fattori di rischio vascolare. Entrambi i lavori sono stati presentati in forma di poster a Firenze in occasione della Conferenza Nazionale "Stroke 2009" svoltasi a Febbraio e sono stati inviati al Congresso della SNO che si svolgerà a Palermo il 16 Maggio prossimo.
Distribuzione del rischio cerebrovascolare globale assoluto (RCGA) nel comune di Aosta. Risultati preliminari.
Dr. Giuseppe D’Alessandro
Presidente Associazione Alice Ictus Valle D’Aosta
Resp. S.S. Neurologia territoriale -AUSL VDA
Dr. Marco Bacchieri Cortesi
Resp. S.S. Diagnostica Vascolare
SOC Chirurgia Vascolare - Ospedale Regionale VDA
(clicca sulle immagini per ingrandirle)

RISULTATI. Su 440 pazienti, 25 (5,6%) sono risultati a rischio altissimo (≥ 25%); 20 (4,5%) a rischio alto (> 15≤25%), 49 (11%) a rischio moderato-alto (>15≤20%), 80 (18%) a rischio moderato (>10≤15%), 129 (29%) a rischio moderato-basso (>5≤10) e 134 (30%) a rischio basso (≤5). La media del RCGA e la percentuale dei soggetti nelle varie categorie di rischio sono risultate significativamente (p<0.05) più alte negli uomini. Dopo ottimizzazione dei fattori di rischio modificabili, cioè abolizione del fumo e controllo ottimale della pressione arteriosa (PAS ≤120 mmHg) e del colesterolo (≤ 200 mg/dl), il guadagno preventivo virtuale (RCGA reale – RCGA teorico) è risultato significativamente più alto negli uomini che nelle donne (p < 0.01). Tradotto in eventi, ciò significa che nella classe di età considerata un guadagno del 3.4% corrisponde a circa 80 eventi maggiori, cioè 80 casi di ictus cerebrale o infarto miocardico evitabili nei successivi 10 anni.
CONCLUSIONI. Da questa prima analisi risulta che un’alta percentuale di soggetti adulti maschi è ad elevato rischio di ictus cerebrale o di infarto miocardico. Agli ambulatori dei medici di medicina generale è necessario affiancare strutture dedicate per la sorveglianza e il trattamento a breve delle persone ad alto rischio in considerazione dell’elevato guadagno preventivo in termini di gravi eventi morbosi evitabili.
Frequenza dei fattori di rischio vascolare nel comune di Aosta. Risultati preliminari.Dr. Giuseppe D’AlessandroPresidente Associazione Alice Ictus Valle D’Aosta Resp. S.S. Neurologia territoriale -AUSL VDADr. Marco Bacchieri CortesiResp. S.S. Diagnostica Vascolare - SOC Chirurgia Vascolare - Ospedale Regionale VDA(clicca sulle immagini per ingrandirle)

RISULTATI. La prevalenza per singolo fattore di rischio è risultata: Ipertensione arteriosa (terapia farmacologica o valori ≥ 140/90 mmHg) = 52.5% (F= 49,5%; M = 55,8); fumo 11% (F=10%; M=14,2%); diabete mellito (terapia farmacologica o glicemia ≥126 mg/dl) = 10,9% (F=6,8%;M=15,1%); colesterolemia totale (≥200 mg/dl) = 72,5% di cui il 24% in terapia farmacologica. Inoltre il 35% aveva effettuato un ecodoppler carotideo e il 13% era in terapia antiaggregante piastrinica in prevenzione primaria. I valori medi della pressione arteriosa sistolica in mmHg sono risultati: F=129,08, M =132,89; diastolica: F=78,19, M = 79,7). Il 9% della popolazione non era in terapia antiipertensiva e di quelli in trattamento nel 6% il controllo della pressione arteriosa non era adeguato. Anche nel caso del colesterolo, nel 53% delle persone in trattamento il controllo non era soddisfacente. CONCLUSIONI. Un’alta percentuale di soggetti residenti nella nostra area è a rischio di eventi vascolari maggiori. Molti di questi eventi potrebbero essere evitati adottando degli stili di vita adeguati e controllando meglio i fattori di rischio modificabili. Oltre a strutture dedicate per la sorveglianza e il trattamento a breve delle persone ad alto rischio è necessario proseguire con le campagne di informazione e di sensibilizzazione della popolazione e degli operatori sanitari poiché dai nostri dati c’è ancora margine per migliorare ulteriormente il livello già alto della prevenzione primaria dell’ictus cerebrale nella nostra regione.
Commenti alla Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale
Commenti alla IV Edizione della Giornata Mondiale contro l'IctusCerebrale. A cura del dr. Giuseppe D'Alessandro, Presidente Alice Onlus Vsalle d'Aosta.
Si è conclusa con grande partecipazione la IV giornata mondiale contro l'ictus cerebrale. Anche Alice VDA ha aderito alla manifestazione con l'apertura della sede di Corso Lancieri di Aosta. Numerose persone sono intervenute sia per chiedere informazioni sulla prevenzione e sulla malattia, sia per la valutazione del rischio vascolare. In totale, tra valutazione della pressione arteriosa, ecodoppler carotidei, somministrazione di questionari sui fattori di rischio vascolare e calcolo del rischio con la carta dell'Istituto Superiore di Sanità, sono state effettuate circa 200 prestazioni. Anche se negli ultimi anni vi sono segnalazioni di una certa stabilizzazione della malattia, se non addirittura una riduzione dei tassi di incidenza, è stata comunque l'occassione per sensibilizzare e informare la popolazione a rischio e quindi tenere alta la guardia in quanto la malattia è sempre in agguato e purtroppo le conseguenze sono sempre devastanti e spesso fatali. Alice VDA è sempre impegnata sia in attività prevenzione e di ricerca sull'ictus che di sostegno e tutela delle persone colpite da ictus e dei loro familiari. Relativamente al primo punto, prosegue il progetto PRIA (prevenzione ictus Aosta)in collaborazione con l'assessorato alle politiche sociali del Comune di Aost, che fino ad oggi ha coinvolto circa 900 persone su 2223 questionari inviati: circa 400 persone sono state valutate mediante ecodoppler carotieo e valutazione del rischio. A fine anno invieremo nuovamente una lettera di invito per le persone che non hanno ancora aderito all'iniziativa (residenti del comune di Aosta di eà compresa tra 65 e 69 anni). Pensiamo di completare lo studio per fine 2009. Sì è completato inoltre lo studio PRESS (Prevalnece of Stroke Study), un''indagine di prevalenza dell'ictus in Valle d'Aosta, promossa dall'associazione Alice con alcuni medici di famiglia di Aosta e l'assessorato alle politiche sociali della regione VDA. Dall'indagine, i cui risultati sono stati oggetto di due articoli scientifici che saranno pubblicate a breve su due riviste scientifiche italiane, è emerso che il tasso di prevalenza dell'ictus nelle persone dopo i 65 anni è di 4.6 per 100 persone. In valle d'Aosta si stima che in totale siano circa 1400-1600 le persone colpite da ictus e in In Italia circa 700 mila (persone di età > di 15 anni). Pur essendo tassi simili a quelli di riportati da altre regioni o paesi, si tratta di valori che si collocano ai limiti inferiori. Ciò potrebbe indicare una tendenza, come accennato poc'anzi, ad una riduzione della frequenza della malattia. Se ciò fosse vero la spiegazione è da ricercare in una ridotta incidenza della malattia forse per l'efficacia delle campagne di sensibilizzazione e delle attività di screening, di cui Alice ha svolto e svolge un ruolo primario. La disabilità conseguente alla malattia è sempre alta. Dall'indagine emerge che il 59% delle persone sopravvissute presenta un'invalidità completa o parziale con necessità di assistenza. Molte di queste persone, il 70% circa, vivono presso il proprio domicilio. Se da un lato questo è un aspetto positivo in quanto consente di essete assistiti nel proprio ambiente dai familiari, il rovescio della medaglia e quando si vive da soli. In qauesto caso la soluzione è da ricercare in un incremento delle strutture per anziani.
Relativamente al secondo punto, l'associazione continua a svolgere regolarmente e con tenacia la sua attività istituzionale. Per informazioni ci si può rivolgere alla sede di Corso Lancieri 15 K di Aosta o telefonare allo 0165-231937 il martedi e il giovedì dalle 17 alle 18.--
IV Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale
Aosta, 23 Ottobre 2008 - L’ictus cerebrale è una catastrofe prevenibile e curabile. È questo il messaggio della IV Giornata Mondiale dell’Ictus cerebrale, che si svolgerà in tutto il mondo il 29 ottobre. In Italia il World Stroke Day viene celebrato per la prima volta attraverso visite gratuite e screening del rischio nei principali ospedali delle città coinvolte dall’iniziativa. La sede di Alice Valle d’Aosta di Corso Lancieri 15 K (regione Tzamberlet) resterà aperta dalle 8.30 alle 12.30 a disposizione dei cittadini interessati alla prevenzione dell’Ictus. Inoltre, alle persone di oltre 60 anni, che non hanno mai effettuato un ecodoppler carotideo, sarà data l’opportunità di effettuare tale esame se ritenute a rischio elevato. Per la valutazione del rischio cerebrovascolare è necessario portare in visione i valori di colesterolo e glicemia effettuati di recente.
"L’obiettivo delle campagne di comunicazione che organizziamo – ha dichiarato Maria Luisa Sacchetti neurologa vascolare presso l’ Az. Policlinico Umberto I di Roma e Presidente della Federazione Alice Italia Onlus, è far conoscere sempre meglio e sempre più approfonditamente questa malattia, oggi finalmente curabile ed in parte prevenibile: quali sono i sintomi di allarme , cosa fare in caso di ictus, a quali strutture rivolgersi per avere la garanzia di ricevere le cure più appropriate e nel minore tempo possibile. L’obiettivo del nostro lavoro è ridurre le conseguenze devastanti dell’ictus cerebrale, attraverso un intervento di ‘sistema’ , vale a dire: informazione alla popolazione; valutazione e controllo delle persone a rischio; pressing sulle istituzioni sanitarie, affinché realizzino sistemi di assistenza integrati, ospedale-territorio, che garantiscano cure appropriate dall’esordio dei sintomi fino al rientro a casa.
Dobbiamo dare ai cittadini gli strumenti di conoscenza necessari a tutelare la propria salute, - conclude la dott.sa Sacchetti –l’ informazione corretta è il primo passo verso la consapevolezza della malattia, la sola che possa aiutare le persone a mettere in atto tutte le azioni necessarie per ridurre l’incidenza della malattia così come i suoi esiti invalidanti."
Ogni anno, nel mondo, 6 milioni di persone muoiono di ictus. In Italia sono 200.000 le persone che vengono colpite da ictus ogni anno: di queste, 40.000 muoiono entro breve termine e altre 40.000 perdono completamente l’ autosufficienza, cambiando radicalmente la loro vita e quella delle loro famiglie. In termini economici, il costo dell’assistenza si traduce in 3.7 miliardi, pari allo 0.25 del Prodotto Interno Lordo italiano. La diagnosi precoce e l’intervento adeguato potrebbero significare una diminuzione di questo grave carico sociale ed economico del 20-30%. Ogni anno in Valle d’Aosta si verificano circa 400 casi di ictus. Di questi, 270 circa si manifestano per la prima volta, gli altri sono ricadute o ictus leggeri. Circa il 30% delle persone muore entro il primo anno e di quelle che sopravvivono, la metà circa presenterà un’invalidità permanente con necessità di assistenza in una o più attività della vita quotidiana. Da una recente indagine effettuata da Alice VDA risulta che in valle d’Aosta sono tra le 1400-1600 le persone viventi che hanno avuto a che fare con la malattia.
In Europa, l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità a lungo termine ed è la terza causa di morte: basti pensare che ogni 20 secondi una persona è colpita da ictus cerebrale e che ogni anno a causa di questa patologia muoiono circa 650.000 persone. Un altro dato drammatico è la diminuzione significativa dell’età dei pazienti colpiti da ictus. I dati sull’Europa sono stati diffusi dalla Stroke Alliance for Europe (SAFE), organizzazione che riunisce 20 Associazioni di pazienti colpiti da ictus in 17 Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione. Secondo la SAFE, il controllo della pressione del sangue, il trattamento dell’ipertensione e del livello di colesterolo alto potrebbero aiutare a prevenire il 40% degli ictus cerebrali.
"L’ictus ha ormai assunto le dimensioni di un’epidemia mondiale – afferma Domenico Inzitari, presidente del The Italian Stroke Forum nonché direttore della Stroke Unit presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria "Careggi" a Firenze – e in Italia non possiamo che segnalare una scarsa consapevolezza del problema ictus a tutti i livelli e constatare che tutti i giorni, in molti ospedali italiani, il paziente arriva spesso in ritardo e non è curato come dovrebbe, nonostante esistano linee guida scientificamente avanzate." Ciò è da attribuire, ha detto il dr. Giuseppe D’Alessandro, Presidente di Alice Onlus Valle d’Aosta e fondatore della prima associazione Alice in Italia, alla bassa la consapevolezza di malattia anche nelle persone ad alto rischio e alla scarsa la conoscenza delle manifestazioni d’esordio.
Tutto ciò è aggravato anche dalle enormi differenze tra le varie Regioni in termini di organizzazione e qualità dell’assistenza, come è emerso da una recente indagine. Eppure per ogni persona colpita da ictus, essere sottoposta in tempi brevi ad una terapia di farmaci adeguati come i trombolitici, in molti casi può significare il ritorno ad una vita normale. Ma affinché ciò avvenga bisognerebbe garantire in qualsiasi Regione le condizioni necessarie per ricevere le cure ottimali da parte di equipe adeguatamente formate e in strutture organizzate, note come Stroke Unit.
La Giornata Mondiale contro l’Ictus cerebrale - World Stroke Day - rappresenta l’occasione per sensibilizzare tutto il Paese su questa situazione e convincere i cittadini che è un loro diritto ricevere cure adeguate, moderne ed efficaci. L’obiettivo è quello di raggiungere in poco tempo un forte coordinamento tra le varie fasi di cura della malattia: prevenzione, trattamento in ospedale, riabilitazione e reinserimento sociale, in una visione moderna dell’assistenza che viene definita continuità assistenziale.
Le iniziative italiane vedranno coinvolte sia le società scientifiche che la Federazione ALICE Italia Onlus che raccoglie la voce dei pazienti e delle famiglie, coordinando le omonime Associazioni regionali, presenti con numerose unità territoriali in ogni regione italiana. L’Associazione è molto attiva nelle campagne di prevenzione ed informazione per diffondere la cultura che l’ictus è una malattia grave che può essere prevenuta e curata.
IX Giornata Nazionale Contro L'Ictus Cerebrale
Iniziative Giornata Nazionale Ictus 2008
18 MAGGIO 2008 GIORNATA NAZIONALE CONTRO L’ICTUS CEREBRALE
Dal 13 al 18 Maggio verranno svolte
VISITE GRATUITE DI SCREENING ED INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE DEI CITTADINI sulla malattia in tutta Italia
Federazione ALICE ITALIA Onlus: Costruiamo insieme la rete per l’ictus
Conferenza Stampa a Roma, per il 6 Maggio presso il Policlinico Umberto I- Sapienza- Università di Roma
Pazienti colpiti dalla malattia porteranno a conoscenza la propria esperienza.
Clinici esperti risponderanno ai quesiti dei giornalisti e del pubblico presente.
Le iniziative della IX Giornata Nazionale contro l’Ictus 2008 si svolgeranno secondo le seguenti modalità:
VALLE D’AOSTA
Sabato 17
e
Domenica 18 Maggio
ore 8.30 alle 12.30 Aosta, Corso Lancieri 15 K Visite gratuite di screening del rischio
Gli interessati dovranno prenotare telefonando allo 0165-231937 il martedi e il giovedì dalle 17 alle 18.00
VENETO
18 maggio 2008
dalle 10:00 alle 18:00 Vicenza, Piazza dei Signori
Incontro con la popolazione sul tema “prevenzione e cura dell’ictus cerebrale”
LOMBARDIA
Domenica 11 Maggio
Dalle 9.00 alle 18.00 Pavia (referente sig. Manuela Sacchi)
Visite gratuite di screening del rischio
Domenica 18 maggio
dalle 9.00 alle 14.00 Milano, Ospedale Niguarda
(referenti Dr Ignazio Santilli – Dr Roberto Sterzi)
dalle 10.00 alle 18.00 Milano, Ospedale San Carlo
(referente drssa Patrizia Lattuada – dr Pietro Bassi)
dalle 9.00 alle 14.00 Milano, Ospedale San Luca dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano
(referente drssa Laura Addobbati)
dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 Milano, Ospedale San Raffaele
(referente Dr.ssa Maria Sessa)
dalle 9.00 alle 18.00 Como
(referenti dr Marco Arnaboldi – dr Simone Vidale)
Dalle 9.00 alle 13.00 Gallarate (Va)
(referenti drssa Francesca Mazzucchelli – dr Davide Zarcone)
Dalle 9.00 alle 13.00 Varese, Ospedale di Circolo
(referenti drssa ML DeLodovici – Prof Giorgio Bono)
Dalle 9.00 alle 13.00 Vimercate (Mi)
(referente dr Vittorio Crespi)
Dalle 9.00 alle 13.00 Brescia, Ospedali Riuniti
(referente dr Mauro Magoni)
Dalle 9.00 alle 13.30 Monza, Ospedale San Gerardo
(referente Prof. Carlo Ferrarese)
Dalle 9.00 alle 13.00 Lecco, Ospedale Manzoni
(referenti drssa Chiara Scaccabarozzi – dr Elio Agostoni)
Dalle 8.30 alle 19.30
Monza
(referenti sig.ra Rosaria Amorelli – Sig Oscar Eliantonio)
Dalle 9.00 alle 13.00 Legnano (Mi), Ospedale
(referente drssa Maria Vittoria Calloni)
Dalle 9.00 alle 13.00
Lodi, Ospedale
(referente dr Maurizio Riva)
Saronno (Va), Ospedale
(referenti drssa Antonella Gomitoni e dr Giampiero Grampa)
Sabato, 24 maggio
dalle 9.00 alle 13.00 Milano, Ospedale Humanitas
(referenti Dr Giuseppe Miceli – drssa Giuliana Bossi Rocca)
TOSCANA
Domenica 18 maggio Lucca davanti ad alcune chiese cittadine. stand con distribuzione di materiale informativo e vendita di piantine
Toscana- Sezioni di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa, Grosseto e Siena,.
La sera del 18 è previsto un concerto pianistico presso i locali messi a disposizione dalla Comunità San Michele. Un è previsto a.
organizzano una campagna di stampa con le maggiori testate e network televisivi regionali
Firenze, in Piazza della Repubblica, in collaborazione con la Croce Rossa di Firenze. manifestazioni in piazza di promozione, raccolta di adesioni e screening dei pazienti a rischio
Pistoia concerto Jazz
EMILIA ROMAGNA
Domenica 18 maggio
dalle 9.00 alle 18.00 Modena, via Emilia
Presidio volontari ALICE con distribuzioni di opuscoli sulla prevenzione all'ictus
Domenica 18 maggio
dalle 9.00 alle 14.00 Modena, Nuovo Ospedale Civile di Baggiovara,
Visite gratuite di screening del rischio
Domenica 18 maggio
dalle 9.00 alle 14.00 Reggio Emilia, Osp. S. M. Nuova
Domenica 18
Dalle 9.00 alle 13.00 Piacenza, Piazza dei Cavalli
Domenica 18 maggio
Ore 8-14.00 Ravenna, Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna
Abruzzo
Domenica 18 maggio
dalle 9.00 alle 14.00 Avezzano, piazza Risorgimento, insieme ai volontari della Croce Rossa,
Visite gratuite di screening del rischio rileveremo la valutazione della gente sui servizi per l’ictus
SARDEGNA
SA Domenica 18 maggio dalle 9.00 alle 13.00RDEGNA Cagliari, P.za Del Carmine Visite gratuite di screening del rischio
Domenica 18 Maggio
Ore 10.00 16.00 Sassari, luogo da identificare in collaborazione con la Croce Blu di Sassari verrà allestito un punto di sensibilizzazione alle problematiche dell'ictus, con volontari che distribuiranno il volumetto ICTUS conoscere la malattia, e la scheda di valutazione del rischio.
UMBRIA
Domenica 13 maggio Città della Pieve, Città di Castello, Foligno, Ponte San Giovanni
Visite gratuite di screening del rischio
LAZIO
Sabato 17 maggio
ore 10-13 Policlinico Umberto I, ingresso principale
Viale del Policlinico 155-Roma Informazione e prevenzione sulle malattie cerebrovascolari
Distribuzione questionari sulla consapevolezza
Sabato 17 maggio
ore 10-13
A.O. San Camillo Forlanini, Circonvallazione Gianicolense, Roma Informazione e prevenzione sulle malattie cerebrovascolari
Distribuzione questionari sulla consapevolezza
Venerdì 16 maggio
ore 10-16
Consorzio Ri.Rei., Servizio domiciliare, Via Majorana 145 Roma Incontro con gli esperti della riabilitazione post-ictus
CAMPANIA
Martedì 13 maggio conferenza stampa con media locali
Sabato 17 maggio
Ore 10.00-17.00 Napoli, Piazza del Plebiscito
iniziative di informazione sulla prevenzione
Domenica 18 maggio
Ore 9.00-13.00
Napoli, Piazza del Plebiscito Visite gratuite di screening del rischio
PUGLIA
18 Maggio
Dalle 9 alle 12.30 Galatina, Piazza Alighieri Medici Volontari effettueranno Visite gratuite di screening del rischio:
Volontari dell’Associazione ALICE distribuiranno materiale informativo.
15 Maggio
Ore 18.30 Galatina, Palazzo della Cultura Incontro con la popolazione sul tema ictus, in collaborazione con l’Università della terza età di Lecce
16 Maggio
Ore 21.00 Galatina, Teatro Tartaro Spettacolo teatrale con il trio “ ciceri e tria” (Zelig)
Sabato 17 Maggio
Ore 19.00 Galatina
Gara Podistica
CALABRIA
18 Maggio 2008
09.00- 13.00
Vibo Valentia, Ospedale
Visite gratuite di screening
SICILIA
dal 13 al 18 Maggio 2008
interventi sull'ictus presso la stampa e le TV Locali e regionali
18 Maggio:
Catania, Ospedale Vittorio Emanuele Visite gratuite di screening del rischio
ALICE Italia Onlus
Alice è l’acronimo di Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale.
ALICE è una Federazione di Associazioni Regionali a cui aderiscono 18 regioni italiane.
E’ un’associazione di volontariato libera e non lucrativa formata da persone colpite da ictus, familiari, medici, personale addetto all’assistenza , riabilitazione e volontari.
L’attività degli aderenti è basata sul volontariato e i finanziamenti derivano prevalentemente dai contributi dei soci e degli enti pubblici.
Avviso ai lettori
Cari Amici,
come avrete notato, questo blog nasce dall'esigenza di informare i soci di Alice Valle d'Aosta su nuove iniziative e progetti. E' una specie di diario su cui di tanto in tanto, tempo permettendo, annotiamo gli aspetti che noi riteniamo più utili e importanti per gli iscritti.
Spesso giungono al nostro indirizzo di posta elettronica richieste da altre città e regioni di aiuto e di informazioni terapeutiche direttamente da persone colpite da ictus o dai loro familiari a cui noi purtroppo non possiamo rispondere, considerato anche che si tratta di domande specifiche di tipo medico e quindi molto delicate visto il complesso problema dell'ictus.
Vi preghiamo pertanto, al fine di evitare speranze e attese inutili, di non inviare richieste in tal senso. Anche perchè a causa di impegni lavorativi e professionali nonchè familiari non sempre possiamo leggere la posta in tempo reale.
D'Alessandro
Progetto PRIA: a febbraio lo spoglio dei questionari
Conclusa la prima parte del Progetto Prevenzione Ictus Aosta (PRIA), il progetto di indagine sulla predisposizione all'ictus cerebrale negli ultrasessantenni della città di Aosta realizzato dall'associazione di volontariato ALICE con il supporto dell'assessorato alle politiche sociali del comune di Aosta e dell'assessorato regionale alla sanità, salute e politiche sociali.
Alla fine di gennaio, l'associazione ALICE per la lotta all'ictus cerebrale conta già quasi 700 questionari rilevati nell'ambito del Progetto PRIA, dieci domande proposte alla popolazione del comune di Aosta che abbiano tra i 65 e i 69 anni.
«Mancano ancora i questionari dei centri d'ascolto dei quartieri Dora e Cogne - spiega Giuseppe D'Alessandro, presidente della sezione valdostana di ALICE - Contiamo di terminare la raccolta dei moduli in questi giorni e di procedere alla lettura nella prima settimana di febbraio».
I questionari verranno poi elaborati e nel corso del 2008 chi ha aderito verrà contattato per sottoporsi all'ecodoppler.
«Il questionario è stato composto in base alla carta di valutazione del rischio elaborata dall'Istituto Superiore di Sanità - continua il dottor D'Alessandro - In questo modo è possibile calcolare con estrema precisione il rischio di sviluppare un ictus nei 10 anni successivi. Il vantaggio dell'iniziativa consiste nel fatto che il questionario contiene già informazioni importanti, come le indicazioni degli esami già fatti in laboratorio negli ultimi 6-12 mesi: i risultati ottenuti in ambiente tranquillo e familiare, come la misurazione della pressione misurata dal medico di famiglia, dal farmacista di fiducia o in casa propria, offrono indicazioni più equilibrate rispetto alle situazioni in cui ci siano persone estranee che possono creare imbarazzo o mettere fretta».
Gli aderenti all'iniziativa hanno risposto a domande come "conosci i tuoi valori di pressione o di colesterolo" e, se hanno risposto in modo completo, non avranno più bisogno di sottoporsi alle misurazioni ma si potrà già calcolare il fattore di rischio quando si presenteranno alla sede dell'Associazione, in Corso Lancieri d'Aosta 15/k ad Aosta (telefono 0165.231937, Lun-Mar-Gio ore 17-18).
«A distanza di un mese dal lancio dell'iniziativa, la risposta è stata soddisfacente e superiore al previsto. - conclude D'Alessandro - Questo è dovuto anche al fatto che l'iniziativa è partita da un'associazione di volontariato, con il supporto dell'assessorato alle politiche sociali del comune di Aosta e dell'assessorato regionale alla sanità, salute e politiche sociali».
Come prevenire l'ictus
Capitolo 1. Come funziona il cervello?Il cervello, situato nella scatola cranica, e' l'organo principale del sistema nervoso centrale. Le sue funzioni sono molteplici e complesse. "Il cervello puo' essere considerato come una macchina, un tipo speciale di macchina, la cui attivita' e' ad un livello di complessita' di gran lunga superiore a quella di qualsiasi macchina concepita dall'uomo, anche del piu' complesso dei computer". La definizione e' di J.C. Eccles, premio nobel nel 1963 per le sue scoperte sul funzionamento delle cellule nervose. Il cervello e' composto da due emisferi, ai quali arrivano tutte le informazioni che provengono dall'esterno e dall'interno del corpo.

Queste informazioni vengono "processate" e la risposta elaborata e' finalizzata alla regolazione delle funzioni vitali dell'organismo. oltre ad essere la sede dell'intelligenza, il cervello contiene i centri nervosi del movimento, della parola, dell'udito, della sensibilita', della vista, ecc.
Per funzionare correttamente ha bisogno di un continuo apporto di ossigeno e di glucosio, elementi questi che gli vengono forniti attraverso il sangue. Non disponendo pero' di riserve e' indispensabile che il flusso sanguigno ad esso diretto sia constante.
Ad assicurare un valido flusso sanguigno al cervello (fig.1) provvede il cuore "il motore del nostro corpo" che spinge il sangue nelle arterie. Le arterie possono essere paragonate a delle "autostrade" dove circola il sangue "il mezzo di trasporto per eccellenza" delle sostanze nutritive. Quelle dirette al cervello sono chiamate cervicali e sono in numero di quattro: due anteriori, le carotidi interne, e due posteriori, le vertebrali.
In generale, si puo' dire che la maggior parte delle malattie del cuore, del sangue e delle arterie cervicali determinano un'alterazione della circolazione cerebrale e quindi indirettamente comportano una riduzione di attivita' delle cellule nervose con conseguente perdita delle loro funzioni.
Capitolo 2. Che cos'e' l'Ictus Cerebrale ?
L'Ictus Cerebrale (o stroke in inglese), detto anche "Attacco Cerebrale", e' un deficit neurologico che insorge improvvisamente in seguito ad un disturbo circolatorio cerebrale. Quando il flusso sanguigno diretto ad una zona del cervello si riduce o si interrompe le cellule nervose non ricevono piu' ossigeno e vanno incontro a sofferenza. Cio' comporta la perdita delle loro funzioni.
Quanti tipi di Ictus ci sono ?
L'Ictus Cerebrale (stroke) puo' essere di due tipi : ischemico o emorragico (fig. 2).
L'Ictus ischemico o infarto cerebrale, il tipo di ictus di gran lunga piu' frequente, circa l'85% di tutti gli ictus, e' dovuto ad un blocco del flusso sanguigno. Il blocco puo' essere causato da un restringimento progressivo o da una chiusura improvvisa di un'arteria che porta il sangue al cervello. Se l'ostacolo alla circolazione cerebrale non viene rimosso entro pochi minuti le cellule nervose non ricevendo piu' ossigeno vanno incontro ad un danno definitivo.

L'ictus emorragico, circa il 15% degli ictus e' dovuto invece alla rottura di un'arteria cerebrale. Cio' si verifica all'aumento della pressione arteriosa, come nel caso dell'emorragia cerebrale, oppure per la presenza di una malformazione della parete (aneurisma). Si parla in questo caso di emorragia sub-aracnoidea. Nei restanti casi la causa risale in una alterazione della coagulazione. L'emorragia cerebrale e' la forma piu' grave di ictus in quanto molte volte puo ' essere fatale.
Quante persone colpise l'ictus ?
In Italia ogni anno circa 185.000 persone vengono colpite da un ictus. Piu' o meno un ictus ogni 3 minuti. Di qeusti, 150.000 sono dovuti ai nuovi casi e 35.000 alle recidive. Questi numeri sono la proiezione a livello nazionale dei risultati di uno studio epidemiologico condoto sulla popolazione della Valle d'Aosta nel 1997. Se non si prenderanno provvedimenti incisivi, a parita' di tassi d'incidenza, le proiezioni per il 2016 stimano in 180.000 i nuovi casi di ictus.
Qual e' il destino di una persona colpita da ictus ?
Il 20% delle persone colpite da ictus per la prima volta (30.000) decede entro il primo mese ed un altro 10% (15.000) entro il primo anno. Le restanti (105.000), che vanno ad aggiungersi alle 750.000 persone viventi sopravvissute ad un precedente ictus, un terzo (35.000) presentera' un'invalidita' permanente.
Chi colpisce l'ictus ?
L'ictus puo' insorgere a qualsiasi eta' anche se e' piu' frequente dopo i cinquant'anni. Le persone piu' interessate hanno un'eta' compresa tra i 65 e gli 85 anni. Il sesso maschile e' lievemente piu' colpito.
Quali sono i costi dell'ictus ?
Si calcola che in media una persona colpita da ictus nella fase acuta, per il ricovero, la diagnosi e l'assistenza, costi circa 10-15 mila euro. L'invalidita' permanente nelle persone che superano la fase acuta determina una spesa per gli anni successivi di circa 150 mila. Sotto l'aspetto psicologico e familiare i costi sono incalcolabili.
Capitolo 3. Come si riconosce la malattia
Come si manifesta un Ictus ?
FAST , che in inglese vuol dire veloce, è l'acronimo per indicare i sintomi d'esordio più frequenti dell'ictus e per consentire ad un familiare o a chi assiste o soccorre una persona colpita da ictus di sospettare l'inizio della malattia e quindi di chiare immediatamente il 118 affinchè il paziente arrivi al più presto in ospedale in modo da iniziare subito gli esami e di conseguenza la terapia più specifica. Tutti gli specialisti del settore sono convinti che quanto prima si interviene tanto più cervello viene risparmiato dall'ictus. Per questo in inglese si dice che Time is brain (tempo è cervello).
F sta per face (viso, faccia): chiedere alla persona di sorridere o notare se vi è già di base la bocca deviata; A sta asimmetry (asimmetria): nel sospetto di un ictus chiedere alla persona in questione di tenere le braccia alzate davanti al torace: in caso di paresi l'arto interessato tende a cadere verso il basso; S sta per speech (parlare nel senso di espressione o comprensione). Si chiede al paziente di chiudere gli occhi o di dire il proprio nome. In caso di disturbo del linguaggio può esserci sia una difficoltà di comprensione, sia di espressione, o di entrambe. In presenza di un defict di espressione il paziente ha difficoltà a parlare oppure parla in modo incomprensibile, come se parlasse un'altra lingua. Se c'è una difficoltà di comprensione è come se noi parlassimo una lingua incomprensibile da parte della persona colpita da ictus. T sta per Time (tempo), che vuol dire non aspettare che passi! Chiama immediatamente il 118. Anche se i disturbi dovessero passare, ciò non vuol dire che non bisogna fare delle indagini accurate. Anzi, in questi casi, come sarà illustrato più avanti, trattandosi di un campanello di allarme, cioè di un TIA o di attacco ischemico transitorio, spesso si individua una causa che se viene subito trattata può eviatre nella maggior parte dei casi la comparsa di un ictus definitivo. Di seguito sono riportati più in dettaglio i vari sintomi di esordio di tutti i tipi di ictus.
L'ictus puo' manifestarsi in diversi modi:
a) La manifestazione di gran lunga piu' frequente e' la comparsa improvvisa di una debolezza (ipostenia) oppure una difficolta' a muovere un arto (paresi). Di solito il disturbo interessa meta' corpo (faccia, braccio e gamba). In pochi minuti, la persona colpita non e' piu' in grado di muovere gli arti di un lato e quindi di alzarsi, di muoversi e di camminare!

b) Molto spesso a cio' si associa, soprattutto se il lato del corpo colpito e' quello destro, una difficolta' a parlare o a comprendere le parole (afasia). In altri termini, impossiblita' a comunicare mediante il linguaggio!
c) In altri casi, quelli piu' gravi, la persona colpita puo' presentare perdita di coscienza improvvisa (o coma), preceduta o meno da forte mal di testa o vomito. Cio' si verifica piu' spesso negli ictus emorragici oppure nell'infarto cerebrale secondario a chiusura di una grossa arteria, come nel caso di un'embolia dell'arteria carotide interna, uno dei principali vasi del collo che portano il sangue al cervello.
Fig.3A
d) Altre manifestazioni possono essere un disturbo della vista in entrambi gli occhi (emianopsia), un formicolio (parestesie) come nella fig. 3A o una ridotta sensibilita' in una meta' del corpo, la deviazione della bocca associata a difficolta' ad esprimersi (disartria), lo sdoppiamento delle immagini (diplopia), come illustarto nella fig. 3B, associato a perdita di equilibrio, nausea e sonnolenza. Cio' si verifica quando sono interessate le arterie del collo o arterie vertebrali.

Fig. 3B
Se si manifestano questi disturbi o si sospetta un ictus cosa bisogna fare ?
Nel caso dei sintomi descritti sopra bisogna recarsi immediatamente in Pronto Soccorso o chiamare subito il 118. Aspettare vuol dire perdere tempo prezioso per le cure!
Perche' l'ictus e' un'emergenza ?
Il ricovero immediato presso strutture specializzate (Stroke Unit o Unità Ictus) per la diagnosi e la cura dell'ictus puo' evitare un aggravamento e le numerose complicanze che ad esso fanno seguito. Nei paesi dove sono in funzione queste strutture si e' assistito ad una riduzione significativa della mortalita', dell'invalidita', della durata dei ricoveri e dei costi. Inoltre, negli Stati Uniti, da circa un anno, nel caso di pazienti con infarto cerebrale iniziato da 1-2 ore si usano con successo alcuni farmaci, i cosiddetti trombolitici o fibrinolitici, che accelerano lo scioglimento dei coaguli e quindi la ripresa del flusso sanguigno. In Europa questi farmaci non sono ancora impiegati, ma lo potrebbero essere fra non molto.
Capitolo 4. Perche' si verifica l'ictus
Quali sono i meccanismi che portano all'insorgenza dell'ischemia cerebrale ?
L'ictus ischemico si verifica quando in una zona del cervello arriva meno sangue. Cio' puo' verificarsi essenzialmente a seguito di un restringimento progressivo o di un'occlusione improvvisa di un'arteria cervicale (carotidi interne e vertebrali) o intracranica. L'aterosclerosi e la trombosi determinano restringimento. L'embolia, invece, occlusione.
Che cos'e' l'aterosclerosi ?

L'aterosclerosi e' una malattia molto frequente che determina il restringimento graduale delle arterie in presenza di alcune condizioni predisponenti, quali l'ipertensione arteriosa, l'aumento del colesterolo nel sangue, il fumo, il diabete mellito, il sovrappeso e la mancanza di attivita' fisica. In queste circostanze, i grassi che circolano nel sangue, in particolare il colesterolo, si depositano all'interno delle arterie e formano le strie lipidiche (fig. 4B). La presenza di depositi di grassi determina uan reazione delle cellule presenti nella parete dell'arteria. Si forma cosi' la placca fibrosa o fibro-lipidica (fig. 4C), che riduce il calibro del vaso. Quando questa riduzione raggiunge un certo grado il flusso sanguigno rallenta e si ha l'ulteriore deposito di grassi, calcio e componenti del sangue, fino alla formazione di veri e propri coaguli (fig. 4D). Le carotidi interne al collo e le coronarie a livello del cuore sono le principali sedi di localizzazione delle placche e quindi della malattia aterosclerotica. Altre sedi sono le arterie degli arti inferiori.
Che cos'e' la trombosi ?
Per trombosi si intende la formazione di depositi di sangue (globuli rossi, fibrina e piastrine) all'interno delle arterie e del cuore. Quando queste strutture sono alterate il sangue tende a depositarsi perche' il flusso rallenta. Se cio' avviene a carico delle placche ateromasiche, che sono le manifestazioni piu' gravi dell'aterosclerosi, si parla di aterotrombosi (fig. 5).
In queste Circostanze il coagulo di sangue puo' progredire fino a chiudere completamente l'arteria (figura 5C) oppure da esso possono staccarsi dei pezzi (tromboembolia) che vanno in circolo a chiudere le arterie a valle (figura 5B). Circa il 60% dei casi di ictus ischemico sono dovuti ad aterotrombosi o a tromboembolia.
Che cos'e' l'embolia ?
Se la circolazione rallenta il sangue tende a depositarsi e quindi si formano i coaguli. Questi trasportati dalla corrente sanguigna vanno ad ostruire le arterie. Di solito i coaguli si verificano soprattutto in alcune malattie cardiache. La fibrillazione atriale e l'infarto miocardico (fig. 6) sono le piu' frequenti malattie cardiache causa di embolia cerebrale, che rappresenta il 20-30%

circa degli ictus ischemici. Gli emboli a partenza dal cuore sono costituiti prevalentemente da coaguli di globuli rossi e fibrina (emboli rossi), mentre quelli a partenza dalle placche ateromasiche possono essere costituiti anche da coaguli di piastrine (emboli bianchi) o da materiale lipidico (colesterolo). Le piastrine sono dei componenti corpuscolari del sangue che svolgono una funzione importante nel processo della coagulazione.
Quali sono le cause piu' frequenti dell'ictus ischemico ?
Le cause dell'ictus ischemico o infarto cerebrale sono numerose, ma quelle piu' comuni sono l'aterosclerosi, le cardiopatie (aritmie, infarto, malattie delle valvole, difetti congeniti), i disturbi della coagulazione e le malattie del sangue.
Capitolo 5. La malattia annunciata
Il TIA (transient ischemic attack) o Attacco Ischemico Transitorio è un ictus leggero perchè i disturbi durano in media pochi minuti. E' il campanello di allarme per eccellenza perchè può precedere l'insorgenza di un ictus definitivo. Saperlo riconoscere spesso può salvare la vita o evitare l'insorgenza di un ictus grave. I sintomi di presentazione sono gli stessi dell'ictus. L'unica differenza è che durano pochi minuti. Di solito 15-60 minuti o di più nei casi più prolungati, ma mai più di 24 ore. Per definizione, invece, quelli dell'ictus durano più di 24 ore. Le cause sono le stesse. Pertanto alcuni semplici accertamenti, quali un ECG, un ecodoppler carotideo, la TAC cerebrale e gli esami del sangue sono sufficienti ad individuarle nel 90% dei casi. La terapia può essere chirurgica se il doppler evidenzia una stenosi (restringimento) delle arterie maggiore del 70% o medica. Questa può essere a base di antiaggreganti piastrinici, tipo aspirina, se la stenosi è inferiore al 70%, oppure di anticoagulanti orali se gli accertamenti rilevano un'aritmia cardiaca, come la fibrillazione atriale, o una cardiopatia emboligena.
Capitolo 6. Fattori di rischio
Capitolo 7. La prevenzione
Capitolo 8. La terapia dell'ictus ischemico
L’Ictus, o Stroke in inglese, letteralmente significa "colpo", è un deficit neurologico focale improvviso che fa seguito ad un danno cerebrale secondario ad un disturbo circolatorio. Si distinguono tre forme di ictus cerebrale. La forma più frequente, circa l’85% dei casi, è l’infarto cerebrale. Questo può essere dovuto ad un restringimento progressivo (trombosi) o ad un'occlusione acuta (embolia) di un'arteria diretta al cervello. La seconda forma, circa il 10% di tutti gli ictus, è l’emorragia cerebrale primitiva. La terza forma, quella meno frequente, ma anche la più grave, è l’emorragia sub-aracnoidea. Di solito colpisce i soggetti più giovani ed è dovuta alla rottura di un aneurisma congenito o di una malfomazione vascolare.
Sintomi. E' molto importante saper riconoscere i sintomi di presentazione dell'ictus, perchè prima si agisce più alte sono le probabilità di limitare i danni a carico del cervello. Per intenderci "Time is Brain" , come recita un noto slogan inglese. I sintomi di insorgenza più frequenti sono:
1) Pesantezza o paresi con difficoltà a muovere un braccio, una gamba, o metà corpo;
2)Difficoltà a parlare o a comprendere le parole da sola o accompagnata alla paresi;
3)Deviazione della bocca da sola o insieme con la paresi degli arti e/o la difficoltà a parlare o comprendere il significato delle parole;
4) Disturbi del campo visivo o annebbiamento della vista o sdoppiamento delle immagini insieme ad altri disturbi quali vertigini, nausea, difficoltà a mantenere l'equilibrio o a coordinare i movimenti volontari;
5) Mal di testa talvolta violentissima, molto forte come una "pugnalata" alla nuca nel caso dell'emorragia cerebrale.La realtà italiana.
Nei paesi occidentali l’ictus rappresenta la prima causa di invalidità nelle persone adulte, la seconda di demenza e la terza di mortalità. Sono più di 70 mila i casi di decesso e circa 190 mila le persone che ne ne sono colpite per la prima volta ogni anno in Italia: un caso ogni 3 minuti!Di questi, il 30% muore entro il primo anno e dei restanti più della metà presenterà un’invalidità permanente. Stando così le cose, in assenza di programmi di prevenzione adeguati e con l’invecchiamento della popolazione italiana, questi numeri, già di per sé drammatici, continueranno ad aumentare e saranno sempre di più le donne ad esserne colpite. Per una malattia la cui assistenza nella fase cronica grava sostanzialmente sulla famiglia ciò comporterà dei grossi problemi assistenziali. Se per una donna è naturale assistere in modo efficace il coniuge invalido, non sempre si può dire lo stesso del contrario. A differenza di altre malattie circolatorie, in Italia l’assistenza nella fase acuta e nella fase di riabilitazione lascia molto a desiderare, soprattutto nelle regioni meridionali. Le Unità Ictus o le Stroke Unit, cioè le strutture dove si curano in modo efficace le persone colpite da ictus, sono poche e per lo più dislocate negli ospedali del Nord e del Centro. Lo stesso dicasi dei Centri di Riabilitazione.
La trombolisi.
La trombolisi rappresenta una grande novità per la cura dell’ictus. E’ la prima volta che abbiamo a disposizione una terapia per modificare favorevolmente l’evoluzione dell’ictus ischemico acuto, riducendo o annullando i gravi ed invalidanti esiti che ad oggi ci troviamo ancora ad affrontare. E’ un trattamento che richiede la presenza di una équipe molto esperta e soprattutto una grande rapidità di intervento, in quanto bisogna completare gli accertamenti (TAC, esami ematici, ecc.) entro due ore dall’inizio dell’evento acuto per somministrare il farmaco trombolitico entro tre ore. Ciò richiede che il paziente sia informato sui sintomi che avvisano sull’insorgenza di un ictus (bocca storta, indebolimento improvviso del braccio e della gamba, un disturbo improvviso della parola o della vista) in modo da chiamare subito l’ambulanza e farsi trasportare immediatamente in ospedale. Se il paziente arriva entro le tre ore e non vi sono controindicazioni, in circa 2/3 dei casi si può avere un risultato favorevole
Unità Ictus
Le Unità Ictus o Stroke Unit sono i centri per eccellenza dove le persone colpite da ictus ricevono il meglio dell'assistenza e della cura. Una persona ricoverata in queste strutture ha più probabilità di superare la fase acuta e minore percentuale di invalidità. L'organizzazione delle Unità Ictus varia da ospedale ad ospedale. I punti di forza sostanzialmente comuni a tutte sono la presenza di personale medico, infermieristico e tecnico specializzato per la diagnosi, la cura e la riabilitazione precoce dell'ictus, disponibilità di letti monitorati, l'approccio multidisciplinare con possibilità di disporre dell'intervento immediato del cardiologo o del rianimatore in caso di complicanze serie, l'accesso 24 ore su 24 ad esami di laboratorio e strumentali quali la TAC, l'ecodoppler, l'angiografia e in alcuni centri, ma non indispensabili, la Risonanza Magnetica e il neurochirurgo. I punti deboli sono la estrema scarsità di questi centri, soprattutto negli ospedali meridionali. Le poche presenti, circa 100, sono per lo più al Nord e in parte al Centro. Dovrebbero essercene almeno 400. Una ogni 150 mila abitanti e con almeno 8 posti letto. Ciò consentirebbe, come avviene in altre realtà europee, a tutte le persone colpite da ictus di essere curate in modo dignitoso e omogeneo su tutto il territorio nazionale.
Giornata Prevenzione Ictus in Valle d'Aosta
Giornata Prevenzione Ictus in Valle d'Aosta
Manifestazioni previste in Valle d'Aosta per la Giornata Nazionale Contro l'Ictus Cerebrale IX Edizione 2008
Sabato 17 e Domenica 18 maggio 2008 dalle 8.30 alle 12.30, presso la sede dell'associazione in Corso Lancieri 15 K, volontari e medici di Alice eseguiranno, previa prenotazione, uno screening cerebrovascolare consistente nella misurazione della pressione arteriosa, glicemia, colesterolo, valutazione del rischio cerebrovascolare mediante questionario ed esecuzione di ecodoppler carotideo in caso di rischio elevato.
A causa dei posti limitati, quest'anno riservati a coloro che non hanno mai effettuato accertamenti al riguardo e di età maggiore di 60 anni, sarà necessario comunicare l'adesione entro e non oltre il giorno 8 maggio 2008 telefonando al numero 0165-231987 o recandosi in associazione il martedì e il giovedì dalle ore 17.00 alle ore 18.00
Giornata Europea Contro l'Ictus
Si svolgerà giovedì 10 maggio 2007 la Giornata Europea contro l'Ictus organizzata da SAFE(Stroke Alliance For Europe). Per saperne di più:
www.safestroke.org
Marisa Sacchetti nuovo presidente di Alice Italia Onlus
Per acclamazione è stata eletta a Firenze nel corso dell'assemblea straordinaria svoltasi venerdì 4 maggio 2007. La Prof.ssa Marisa Sacchetti, presidente di Alice Lazio, è una neurologa con lunga esperienza nella ricerca, cura e diagnosi delle malattie cerebrovascolari. Lavora a Roma presso il Policlinico Universitario Umberto I ed è ' responsabile dello Stroke Team del Dipartimento di Scienze neurologiche.
Maggio, mese della prevenzione dell'ictus
Domenica 13 maggio VIII Giornata nazionale Contro l'Ictus Cerebrale. Previste manifestazioni e attività di screening in numerose città italiane.
L'approccio non farmacologico al problema cefalea
Giovedì 18 gennaio 2007 alle ore 20,30 in diretta su Rete Saint-Vincent,
nel programma "Piazza Deffeyes" condotto da Maria Angelini Gli argomenti, presentati nell'incontro di giovedì 11 gennaio al CSV di Aosta, verranno riproposti in diretta in diretta su Rete Saint-Vincent, nel programma "Piazza Deffeyes" condotto da Maria Angelini, giovedì 18 gennaio alle ore 20,30.
Nell'incontro pubblico, il neurologo dottor Giuseppe D'Alessandro ha esposto i dati pubblicati sulle maggiori riviste specialistiche e riguardanti l'incidenza della cefalea, le tipologie e le diverse modalità terapeutiche. In particolare, è stato esaminato il diverso approccio alle cure non farmacologiche. "Ci sono molti studi - ha spiegato D'Alessandro - che confrontano in particolare i risultati di omeopatia e agopuntura. In sostanza, molti medici si dicono favorevoli a cure non farmacologiche non in alternativa ma come compensazione a medicinali". Tra le forme di cefalea (tensiva, a grappolo, da disordini vascolari...) ci sono variazioni nei sintomi riguardo a durata, frequenza, intensità. C'è inoltre un tipo di mal di testa detto "da abuso" che insorge quando si smette di assumere un medicinale. "Si parla di abuso - prosegue D'Alessandro - quando l'uso di analgesici è alto ( 2-3 pastiglie al giorno o una scatola a settimana). In questi casi serve disintossicazione, che può essere attuata in strutture cliniche. In casi estremi come l'emicrania da abuso, oppure persistente o giornaliera, è consigliato rivolgersi ad un centro specializzato in cefalee. Altrimenti è sufficiente rivolgersi al proprio medico e ad uno specialista, neurologo, otorino oppure oculista secondo i casi".
L'indagine Multiscopo "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari" del 1999-2000 rileva che l'utilizzo di medicine non convenzionali in Italia è del 16% (15 milioni di persone) contro il 25% dell'Europa. Le rilevazioni Istat del 1999 sottolineano una prevalenza dell'omeopatia, seguita da chiropratica, fitoterapia e agopuntura. "Studi scientifici, effettuati su campioni significativi di pazienti - continua D'Alessandro - confermano l'efficacia dell'agopuntura nel trattamento dell'emicrania e della cefalea tensiva. Il confronto secondo metodi scientifici con terapia standard e placebo mostra che riduce il numero di giorni di dolore".
Molti medici si mostrano ancora scettici nei confronti dell'omeopatia, spesso definita "acqua fresca". "In realtà - spiega ancora il neurologo presidente di Alice onlus - per il mal di testa serve tutto, dalla pet therapy al trainig autogeno, perché in ogni caso hanno un effetto placebo molto alto. L'omeopatia, anche se non è efficace come le altre pratiche, garantisce comunque una percentuale molto alta, tipo placebo, e può essere alternativa ai farmaci, per qualche periodo".
Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, il 12% della popolazione globale soffre di emicrania. Guardando nel dettaglio fraquenza, età e sesso, emerge che il mal di testa colpisce soprattutto le donne, 5000 contro 1800 uomini, nella fascia d'età che va dai 12 ai 55 anni. "Il fatto particolare - conclude D'Alessandro - è che la maggior parte di queste persone non ha mai consultato un medico o un neurologo per determinarne cause e definire terapie adeguate".
Incontro pubblico ad Aosta per parlare di mal di testa
"L'approccio non farmacologico al problema cefalea"
Giovedì 11 gennaio 2007 alle ore 20,00
Centro Servizi per il Volontariato, in via Xavier de Maistre ad Aosta
Il mal di testa si presenta in forme diverse e non sempre è immediato interpretarne le cause e trovarne la cura. In un incontro a carattere divulgativo, giovedì 11 gennaio alle ore 20,00 nella sala del Centro Servizi per il Volontariato di Aosta, l'associazione
Alice propone diverse soluzioni che non comportano l'uso di medicine. Interveranno André Lanièce, Vice-Presidente
Consiglio regionale VDA; Adriana Vierin, Consigliere regionale VDA; Sara Grillo, Referente regionale Al.Ce.; Giuseppe D'Alessandro, Neurologo - Esperto in medicine non
convenzionali - Presidente
Alice; Paola Baldini, Anestesista - Esperta di agopuntura; Davide Pierini, Psicologo - Centro Studi Keiron.
"Il motivo per cui l'associazione
Alice è da sempre interessata al problema cefalea - spiega il dottor Giuseppe d'Alessandro - è da ricercarsi nel fatto che questo disturbo, molto frequente e
diffuso, può in alcuni casi essere la manifestazione di presentazione di uno dei tre principali
tipi di ictus cerebrale o invece esserne un fattore predisponente.
Negli ultimi anni diversi studi clinici pubblicati su riviste scientifiche prestigiose hanno dimostrato l'efficacia del trattamento non farmacologico in persone affette da cefalea tensiva o da emicrania.
Nel corso dell'incontro, dopo un inquadramento diagnostico e terapeutico classico delle principali forme di cefalee primarie, verrà dato ampio spazio ai trattamenti non farmacologici quali l'agopuntura, l'omeopatia, il biofeedback e il training autogeno, con illustrazione dei principi di base e delle indicazioni più frequenti".